10 Agosto 2026
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Ricette da rifare dopo la prenotazione, scatta la protesta dei medici di Borgia

La Fimmg Catanzaro contro il meccanismo che costringerebbe i pazienti a tornare dal medico di famiglia per una nuova prescrizione quando la prestazione viene erogata oltre i 180 giorni. De Nardo: "Sistema perverso, servono interventi immediati"

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“Piena e incondizionata solidarietà ai medici di medicina generale dell’Aft (Aggregazione Funzionale Territoriale) di Borgia: la richiesta di prescrivere nuovamente ricette già utilizzate per la prenotazione delle prestazioni è ingiustificata e irricevibile”. Lo afferma il dott. Gennaro De Nardo, segretario generale della Fimmg di Catanzaro, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di medicina generale, che interviene sulla vicenda chiamando in causa l’Azienda ospedaliera universitaria Dulbecco, il Cup regionale e l’Asp di Catanzaro.

“Un sistema a dir poco perverso”


“La protesta dei medici dell’Aft di Borgia – spiega il dott. De Nardo – riguarda una problematica più volte affrontata, in tutte le sedi istituzionali, dalla Fimmg Catanzaro. Riteniamo incomprensibile, lesivo della dignità di professionisti e, soprattutto, pregiudizievole per i pazienti che i medici di medicina generale siano costretti a riprescrivere ricette dematerializzate, riguardanti una visita specialistica o un esame diagnostico, regolarmente presentate entro i termini di validità. La validità della ricetta deve, infatti, essere verificata al momento della prenotazione della visita e non nel giorno in cui viene erogata la prestazione, che peraltro non dipende né dal medico di medicina generale, né dal paziente. Invece ciò non accade a causa di un sistema a dir poco perverso. E così può accadere che il paziente, dopo la prescrizione del medico di famiglia e la relativa prenotazione della visita specialistica, debba effettuare la stessa visita trascorsi i 180 giorni dall’emissione della ricetta. La ricetta, quindi, risulterebbe scaduta secondo criteri aziendali che sono inaccettabili e privi di ogni logica. Tale circostanza costringerebbe il paziente a chiedere una nuova prescrizione al proprio medico di famiglia, generando inutili procedure burocratiche e perdite di tempo”.

“Rivedere il sistema”

“La richiesta che ribadiamo ancora una volta – conclude il segretario provinciale della Fimmg – è quella di rivedere un sistema che crea disagi e acuisce i problemi piuttosto che venire incontro alle necessità primarie dei cittadini. Chiediamo, pertanto, un intervento immediato dell’Azienda ospedaliera universitaria Dulbecco, dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro e del Cup regionale. Non è concepibile prescrivere nuovamente ricette se la prenotazione della visita viene effettuata nei termini previsti. Ulteriori disservizi, che non tengano conto di questo presupposto basilare, non sono più accettabili”.

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