21 Settembre 2026
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Sanità, da oggi scattano i rincari: tariffe fino a oltre 5 euro più care, in Calabria resta il nodo dei ticket

Il nuovo tariffario nazionale ritocca 448 prestazioni specialistiche e 222 voci della protesica: prime visite a 26 euro, cardiologica con Ecg a 38 e agoaspirato a 36,50

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Da oggi cambiano sul piano nazionale le tariffe della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. Il decreto, pubblicato sabato 19 settembre sulla Gazzetta Ufficiale, aggiorna anzitutto i compensi riconosciuti dal Servizio sanitario alle strutture pubbliche e private accreditate. Non significa, però, che ogni aumento diventi automaticamente un ticket più alto per il cittadino.

Il provvedimento modifica le tariffe di 448 visite, esami e procedure ambulatoriali e di 222 codici della protesica su misura. Molte prestazioni restano ferme, altre aumentano di pochi centesimi o di un euro; in alcuni casi l’incremento della tariffa supera i quattro o cinque euro. In Calabria, tuttavia, per stabilire quanto sarà effettivamente chiesto ai non esenti occorre distinguere il valore della prestazione dalla quota di compartecipazione e verificare l’aggiornamento regionale.

Il decreto entra in vigore oggi

Il decreto del ministero della Salute, firmato di concerto con il ministero dell’Economia il 7 agosto, è diventato definitivo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale numero 218 del 19 settembre. La decorrenza fissata dal provvedimento è il 21 settembre 2026, ovvero oggi.

C’è però una distinzione decisiva: le nuove tariffe si applicano alle prestazioni prescritte da oggi in avanti. A fare fede, dunque, è la data della ricetta e non semplicemente quella fissata per la visita o per l’esame. Chi ha già prenotato una prestazione utilizzando una prescrizione emessa prima del 21 settembre dovrebbe mantenere il precedente importo, anche se l’appuntamento è programmato nelle prossime settimane.

Il nodo dell’applicazione in Calabria

Il decreto nazionale fissa tariffe massime di riferimento e lascia alle Regioni la disciplina del proprio sistema tariffario. Non è un dettaglio burocratico. Quando entrò in vigore il precedente nomenclatore nazionale, la Calabria lo recepì formalmente con il decreto del commissario ad acta numero 442 del 31 dicembre 2024, seguito da successive modifiche del catalogo regionale.

La situazione calabrese presenta una particolarità. Nella maggior parte delle Regioni il ticket massimo per ricetta è fissato a 36,15 euro. In Calabria il limite arriva invece a 45 euro. Questo significa che il tetto regionale riesce ad assorbire meno frequentemente gli aumenti: quando la nuova tariffa rimane sotto i 45 euro, il cittadino non esente può essere chiamato a sostenere per intero il rincaro.

Tra gli esempi contenuti nel nuovo tariffario c’è la prima visita cardiologica comprensiva di elettrocardiogramma, che passa da 33,60 a 38 euro, con un incremento di 4,40 euro. In una Regione con il massimale di 36,15 euro una parte dell’aumento resta a carico del servizio sanitario; in Calabria, se il nuovo valore sarà applicato senza altre rimodulazioni, la cifra rimarrà sotto il tetto e potrà ricadere integralmente sul paziente non esente. La tariffa dell’agoaspirato della mammella sale invece da 31,25 a 36,50 euro, cioè 5,25 euro in più. Anche questo importo è inferiore al limite calabrese, ma l’effettivo ticket dovrà essere verificato nel catalogo regionale aggiornato e al momento della prenotazione.

Un euro in più per molte prime visite

Per la maggior parte delle prime visite specialistiche l’aumento della tariffa nazionale è di un euro: il valore di base passa da 25 a 26 euro. Il ritocco interessa, tra le altre, le prime visite neurologiche, ginecologiche, ortopediche, pneumologiche, endocrinologiche e gastroenterologiche.

La prima visita oculistica passa da 25,80 a 26,80 euro, mentre quelle dermatologiche e allergologiche arrivano a 26,40 euro. L’elettrocardiogramma sale da 11,60 a 12,05 euro e la spirometria semplice da 24 a 24,90 euro. Per gli esami del sangue non cambiano le tariffe dei principali parametri, ma aumenta il valore riconosciuto per il prelievo venoso, che passa da 3,80 a 4,30 euro. L’eventuale effetto sul ticket dipenderà dalla somma delle prestazioni inserite nella ricetta, dal massimale e dall’applicazione regionale.

Visite di controllo ed esami che non aumentano

Il nuovo tariffario non modifica la maggior parte delle prestazioni più comuni. Rimane ferma a 17,90 euro la visita specialistica di controllo, così come non cambiano la radiografia del torace, fissata a 15,45 euro, l’ecografia ginecologica a 30,95 euro, l’ecografia dell’addome inferiore a 37,80 euro e la densitometria ossea lombare o femorale a 31,50 euro.

Restano invariate anche le tariffe di numerosi esami di laboratorio, tra cui emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES. L’effetto concreto dipenderà comunque dalla composizione della ricetta: quando vengono prescritti più esami insieme, gli importi si sommano fino al raggiungimento del tetto di 45 euro, oltre il quale la differenza resta a carico del Servizio sanitario regionale.

Le esenzioni non cambiano

Il decreto interviene sui valori delle prestazioni, ma non modifica le esenzioni. Continuano quindi ad applicarsi le regole previste per reddito, patologia, invalidità, gravidanza e per le altre condizioni tutelate dal Servizio sanitario nazionale. Per chi possiede un’esenzione valida non scatta automaticamente alcun nuovo pagamento.

La distinzione tra tariffa e ticket resta fondamentale. La tariffa rappresenta il valore riconosciuto dal sistema sanitario alla struttura che eroga la prestazione; il ticket è invece la quota richiesta al cittadino non esente. Quando il valore della prestazione aumenta ma supera già il massimale previsto, il rincaro non viene trasferito per intero sul paziente. In Calabria, però, il limite più alto di 45 euro rende più probabile che ciò avvenga.

Più risorse alle strutture accreditate

La parte economicamente più rilevante del provvedimento riguarda il rapporto tra le Regioni e gli erogatori. Le nuove tariffe aumentano quanto viene riconosciuto alle strutture pubbliche e ai privati accreditati per le prestazioni effettuate per conto del Servizio sanitario nazionale. Gli importi costituiscono inoltre il riferimento per regolare la mobilità sanitaria, cioè i pagamenti tra Regioni quando un paziente si cura fuori dal proprio territorio.

L’adeguamento vale complessivamente circa 210 milioni di euro l’anno. Una parte, stimata in circa 27 milioni, è collegata alla maggiore compartecipazione dei cittadini; l’onere netto per il sistema pubblico si attesta intorno a 183 milioni. La legge di Bilancio ha vincolato a questo scopo 100 milioni per il 2026, anno nel quale le nuove tariffe si applicano soltanto negli ultimi mesi, e 183 milioni annui dal 2027.

La novità certa, dunque, è l’entrata in vigore del nuovo riferimento nazionale per le prescrizioni emesse dal 21 settembre. In Calabria resta da chiarire l’adeguamento operativo del catalogo e dei Cup. Solo dopo questo passaggio sarà possibile dire, prestazione per prestazione, quali aumenti finiranno davvero a carico dei cittadini non esenti. Una cautela necessaria in una regione nella quale l’accesso tempestivo alle cure rappresenta già un problema quotidiano e anche pochi euro possono diventare un ostacolo.

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