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12 Giugno 2026
12 Giugno 2026
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Sanità, il Pd attacca Occhiuto: “Case della Comunità senza personale, solo propaganda per chiudere il Pnrr”

“Un overbooking sanitario fatto per rispettare i target del Pnrr e rinviare i controlli”, denunciano i dem

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Nuovo scontro politico sulla sanità calabrese. Il gruppo consiliare del Partito Democratico attacca duramente la Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto, accusandola di avere approvato nuove Case della Comunità senza un reale potenziamento di personale e servizi.

Secondo il Pd, la Regione starebbe utilizzando strutture già esistenti — poliambulatori, ex ospedali e sedi sanitarie operative — per raggiungere rapidamente gli obiettivi previsti dal Pnrr, senza però garantire un vero rafforzamento dell’assistenza territoriale.

“Overbooking sanitario per rispettare le scadenze del Pnrr”

Nel mirino dei dem finisce una delibera definita “last minute”, approvata per accelerare il raggiungimento dei target europei. “Si stanno aggiungendo nuove Case della Comunità in overbooking su strutture già esistenti”, sostiene il gruppo del Pd Calabria. Secondo l’opposizione, si tratterebbe di un’operazione utile soprattutto a chiudere formalmente le pratiche del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Si anticipano le insegne e si rinviano i controlli”, accusano i consiglieri regionali.

“Strutture senza personale rischiano di diventare scatole vuote”

La critica più dura riguarda l’assenza di nuovi investimenti sul personale sanitario. Per il Pd, senza medici, infermieri e operatori adeguati, le nuove strutture territoriali rischiano di esistere soltanto sulla carta. “Si certificano come operative strutture che, senza standard garantiti e personale sufficiente, rischiano di restare scatole vuote”, attaccano i dem. Secondo il gruppo consiliare, gli “escamotage normativi” non servirebbero a curare i cittadini ma solo a migliorare le statistiche amministrative.

Il riferimento alla norma del governo Meloni

Nel documento diffuso dal Partito Democratico viene contestato anche il meccanismo normativo introdotto dal governo nazionale. Secondo il Pd, una norma voluta dal governo Meloni consentirebbe di considerare quasi automatico il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio delle strutture sanitarie già al momento della domanda, rinviando di dodici mesi le verifiche sui requisiti effettivi. Una scelta che, per l’opposizione, rischierebbe di indebolire i controlli sulla reale efficienza delle nuove Case della Comunità.

La delibera dell’Asp di Catanzaro finisce al centro delle polemiche

Il Partito Democratico cita in particolare la deliberazione numero 770 del 10 giugno 2026 dell’Asp di Catanzaro, relativa ai modelli organizzativi delle nuove strutture territoriali. Il provvedimento riguarda dieci Case della Comunità, di cui due Hub e otto Spoke, distribuite tra i distretti di Catanzaro, Soverato e Lamezia Terme. Secondo il Pd, la programmazione sanitaria regionale continuerebbe a essere costruita senza un reale confronto con territori, sindaci e operatori sanitari.

“La sanità territoriale non si costruisce con operazioni formali”

Per i dem, la politica sanitaria della Regione starebbe inseguendo soprattutto obiettivi burocratici e numerici. “La sanità di prossimità non può essere costruita con decisioni calate dall’alto”, sostengono i consiglieri regionali. Una critica che riaccende lo scontro politico sulla gestione della sanità calabrese e sull’utilizzo dei fondi del Pnrr, mentre restano aperti i nodi delle liste d’attesa, della carenza di personale e dei servizi territoriali.

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