La gestione della sanità nel Vibonese finisce nuovamente sul banco degli imputati. A sollevare il velo su una situazione definita “al collasso” è Alessia Piperno, Delegato Provinciale di Vibo Valentia del Sindacato Medici Italiani (SMI). Al centro della protesta non vi è solo la cronica carenza di servizi, ma un muro di silenzio istituzionale che impedisce ogni forma di dialogo tra i rappresentanti dei lavoratori e i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale.
Il muro di gomma dell’ASP: tavoli saltati e richieste ignorate
Secondo la ricostruzione dello SMI, il rapporto tra sindacati e management sanitario si è bruscamente interrotto lo scorso autunno. “A metà ottobre scorso, era stata fissata una riunione tra i sindacati medici e i Commissari dell’ASP di Vibo Valentia. Un incontro saltato per volontà dei Commissari e mai più riconvocato. Nonostante le ripetute richieste formali inviate dallo SMI, nelle quali specificavamo i motivi d’urgenza legati alla sicurezza dei cittadini e degli operatori, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Questo atteggiamento preclude ogni forma di rapporto collaborativo: se le istituzioni si barricano nei palazzi, a noi non resta che la denuncia pubblica, così Alessia Piperno, Delegato Provinciale di Vibo Valentia dello SMI”.
La sindacalista descrive un quadro di frustrazione professionale: “Siamo stanchi di giocare ad un tavolo dove la controparte non si riesce a trovare” sottolineando come l’assenza di confronto stia esacerbando le criticità di un sistema già fragile.
L’assurdo caso di Nicotera: guardie mediche senza telefono
L’esempio più eclatante di quello che lo SMI definisce “fallimento gestionale” riguarda il presidio di Nicotera. Qui, a causa di un trasloco interno durante i lavori di ristrutturazione dell’ospedale, la Guardia Medica è stata spostata al piano superiore, ma senza il trasferimento della linea telefonica fissa.
“Ulteriore esempio lampante di questo fallimento gestionale è il presidio di Nicotera – aggiunge la sindacalista dei medici – dove la sanità territoriale è letteralmente isolata, e non per colpa della geografia, ma per un’incredibile negligenza burocratica ed organizzativa. Mentre si ristruttura l’ospedale, la Guardia Medica viene spostata al piano superiore, ma ci si dimentica di traslocare la linea telefonica fissa. Il risultato è grottesco: il personale è regolarmente in servizio e retribuito, ma è irraggiungibile. La Centrale Operativa del 118 non può allertare il servizio per i codici minori, sovraccaricando le ambulanze del SUEM. Un medico senza telefono è un medico impossibilitato a soccorrere”.
In questo contesto, Piperno non risparmia critiche all’amministrazione locale: “Ci preme sottolineare, inoltre, che il sindaco, pur essendo un operatore sanitario e, al tempo stesso, la prima autorità che deve tutelare la salute dei cittadini, non sia ancora intervenuto per ripristinare un servizio vitale in un’area che dista 40 minuti dall’ospedale principale del nostro territorio”.
Emergenza-urgenza: il “deserto sanitario” tra Nicotera e Limbadi
Oltre all’isolamento dei medici di continuità assistenziale, preoccupa la scomparsa dei mezzi di soccorso. Da settembre, le ambulanze dei volontari sono state rimosse per far posto alle cosiddette ambulanze “Victor” (mezzi con personale laico altamente formato), promesse dalla Regione Calabria. Tuttavia, tali mezzi non sono mai entrati in funzione.
La conseguenza è che l’area di Nicotera e Limbadi rischia di diventare un deserto sanitario dove ogni malore può rivelarsi fatale. Se un cittadino necessita di soccorso, deve sperare nell’arrivo di un mezzo da Vibo Valentia o Tropea, perdendo minuti preziosi in attesa di un’ambulanza medicalizzata.
Le rivendicazioni dello SMI: interventi immediati o sarà mobilitazione
Di fronte a questa emergenza, il sindacato Medici Italiani ha formulato tre richieste perentorie: convocazione immediata del tavolo sindacale con i Commissari ASP per discutere organico e sicurezza. Ripristino istantaneo della linea telefonica per la Guardia Medica di Nicotera. Attivazione delle ambulanze Victor o reintegro della copertura di emergenza precedente nell’area Nicotera-Limbadi.
“Non possiamo più tollerare questo silenzio istituzionale – conclude Alessia Piperno – La salute dei cittadini vibonesi non può essere vittima di dimenticanze burocratiche e di una gestione sorda alle istanze del territorio”.












