È attesa per domani la decisione del Prefetto sulla convocazione di un tavolo istituzionale sul Sant’Anna Hospital di Catanzaro, uno dei dossier più delicati della sanità calabrese.
La richiesta, formalizzata anche dall’Usb, mira a riunire tutti gli attori coinvolti: Regione Calabria, imprenditori interessati al rilancio, Comune e rappresentanze dei lavoratori. Obiettivo: fare il punto sullo stato della struttura e individuare una soluzione concreta a una crisi che si trascina da mesi.
Servizi fermi e lavoratori senza risposte
Il contesto resta critico. Da un lato, servizi sanitari interrotti; dall’altro, lavoratori che – esauriti gli ammortizzatori sociali – attendono sviluppi. La convocazione del tavolo rappresenterebbe un primo segnale istituzionale rilevante, capace di riportare al centro una vertenza che incrocia due diritti fondamentali: salute e lavoro.
Bruno: “Struttura di eccellenza da non disperdere”
Sulla vicenda interviene il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, Enzo Bruno: “Nel capoluogo esisteva una realtà di eccellenza a livello nazionale. Oggi quella struttura non c’è più, ma ci sono imprenditori disponibili a investire per restituire alla città un presidio sanitario adeguato”.
Il riferimento è al ruolo storico del Sant’Anna Hospital nel campo della cardiochirurgia, settore in cui la struttura ha rappresentato per anni un punto di riferimento.
Il nodo: rilancio della struttura e tutela occupazionale
La questione resta duplice: evitare la dispersione di competenze e professionalità; recuperare una quota di offerta sanitaria regionale. Un aspetto strategico riguarda anche la mobilità passiva, che continua a pesare sui conti della Calabria per centinaia di milioni di euro.
“Serve un confronto operativo”
“Il tavolo in Prefettura – afferma Bruno – può rappresentare una svolta concreta, perché consentirebbe di riaprire un confronto finora frammentato, verificando le condizioni per una ripartenza della struttura o per garantire continuità ai servizi e prospettive ai lavoratori”.
E conclude: “Per lavoratori e cittadini il tempo delle attese è già finito. Serve ora un confronto serio e operativo, capace di tradursi in scelte concrete”.




