Una promessa di assunzione rimasta sospesa, nonostante un concorso superato e la disponibilità immediata a prendere servizio. È la storia di un giovane medico internista destinato all’ASP di Vibo Valentia, ma bloccato da passaggi amministrativi che non si sbloccano da mesi.
La vicenda, denunciata dal Sindacato Medici Italiani, riaccende i riflettori sulle difficoltà strutturali della sanità calabrese: mentre i reparti perdono personale e le prestazioni vengono garantite con fatica, un professionista formato e già selezionato resta in attesa di una firma che continua a non arrivare.
La denuncia del Sindacato
Il medico aveva ricevuto la proposta di assunzione il 19 marzo 2024, accettando in pochi giorni. Il 24 aprile è arrivata conferma della volontà di procedere. Poi, tutto si è fermato. “Un concorso vinto e un reparto che aspetta, ma l’assunzione resta bloccata senza spiegazioni” afferma Alessia Piperno, delegata provinciale del Sindacato Medici Italiani. “Ogni cambio di commissario comporta una nuova valutazione, un nuovo rinvio, una nuova promessa. Ma la firma non arriva mai“.
Reparti scoperti, turni saltati
Nel frattempo, il quadro della sanità vibonese continua a mostrare tutte le sue fragilità. Negli ultimi mesi sei internisti hanno lasciato gli ospedali di Serra San Bruno e Tropea, tra dimissioni volontarie e pensionamenti, lasciando interi reparti in sofferenza. Le conseguenze sono ormai evidenti: la dialisi procede in condizioni di costante affanno, mentre chi è rimasto in servizio è costretto a turni estremi, con una copertura assistenziale che si regge a fatica. Anche i servizi essenziali risultano esposti a continue criticità, con ricadute dirette sulla qualità delle cure. “Bloccare l’assunzione di chi ha vinto un concorso ha prodotto un danno concreto ai pazienti” denuncia la dirigente SMI. “Sono già saltati oltre 150 turni di assistenza nell’ultimo anno”.
Il nodo dei medici stranieri e dei costi
Secondo lo SMI, la scelta dell’ASP di ricorrere a medici stranieri o gettonisti genera un ulteriore squilibrio economico. “Un medico cubano percepisce circa 1.200 euro, mentre la Regione paga oltre 4.000 euro a una holding intermediaria” spiega Piperno. “Si spendono più soldi pubblici per personale temporaneo che per assumere stabilmente chi ha competenze già certificate”.
Una sanità capovolta
Secondo il sindacato, ci si trova davanti a un sistema in cui le priorità appaiono ribaltate. Si continua a investire in soluzioni provvisorie, mentre professionisti formati sul territorio restano in attesa, spesso costretti ad andare altrove per poter lavorare. A pagarne le conseguenze, sottolinea lo SMI, sono i cittadini, che finiscono per ricevere servizi più fragili, discontinui e meno affidabili. “Trattenere un medico qualificato è un investimento” ribadisce Piperno. “Se la burocrazia chiama questa situazione “equilibrio”, allora la sanità vibonese non è solo inefficiente: è profondamente ingiusta“.
L’appello dello Smi
Lo SMI chiede un confronto diretto e operativo con la triade commissariale dell’ASP di Vibo Valentia. “Siamo disponibili a collaborare con serietà, ma non accetteremo altre attese che penalizzano i pazienti e chi lavora negli ospedali” conclude Piperno.







