4 Settembre 2026
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Tromba marina a Scilla, perché si è formata e cosa fare se il vortice punta la spiaggia

Il vortice ha raggiunto l’arenile facendo volare ombrelloni, sedie e lettini. Il mare molto caldo può alimentare questi fenomeni, ma da solo non basta: ecco come comportarsi per mettersi al sicuro

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Prima la colonna scura comparsa sul mare, perfettamente visibile dalla costa. Poi la corsa improvvisa verso la spiaggia e, nel giro di pochi secondi, ombrelloni, lettini e sedie sollevati dalla violenza del vento, mentre bagnanti e turisti cercavano riparo. La tromba marina che nella mattinata di venerdì 4 settembre ha raggiunto la spiaggia di Scilla, lungo la Costa Viola, ha trasformato una normale giornata di fine estate in una fuga collettiva dall’arenile. Le immagini registrate con i telefoni cellulari mostrano il vortice avanzare dal mare fino alla battigia e investire le attrezzature presenti sulla spiaggia. La paura è stata tanta, ma fortunatamente non risultano persone ferite. Il bilancio avrebbe potuto essere ben diverso, considerando la pericolosità degli oggetti trascinati e proiettati in aria dalle raffiche.

Che cos’è una tromba marina

La tromba marina è un vortice d’aria in rotazione che si sviluppa sopra una superficie d’acqua, generalmente sotto una nube temporalesca. La colonna diventa visibile per la condensazione del vapore e per l’acqua nebulizzata e risucchiata dalla superficie del mare. Non tutte le trombe marine raggiungono la stessa intensità e non tutte riescono a toccare la costa. Alcune restano confinate al largo e si dissolvono rapidamente. Altre, come accaduto a Scilla, si spostano verso la terraferma conservando una forza sufficiente a sollevare oggetti, danneggiare strutture leggere e mettere in pericolo le persone. Stabilire con certezza la causa specifica del fenomeno di Scilla richiederebbe l’analisi dei radar, dei venti e dei dati atmosferici registrati in quelle ore. Il video, da solo, non consente una diagnosi meteorologica definitiva. Esistono però condizioni capaci di favorire la formazione di questi vortici.

Il ruolo del mare caldo

Uno studio dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr, condotto su vent’anni di eventi verificatisi in Italia, ha evidenziato che la temperatura del mare può svolgere un ruolo importante nella formazione delle trombe d’aria più intense in Calabria e in altre aree del Sud. Secondo il Consiglio nazionale delle ricerche, i fenomeni meridionali si sviluppano soprattutto durante l’estate e l’autunno e spesso nascono proprio come trombe marine che successivamente raggiungono la terraferma. Il mare più caldo della media può mettere a disposizione dell’atmosfera calore e umidità, aumentando l’energia disponibile. Non è però sufficiente, da solo, a generare un vortice. Servono anche instabilità atmosferica, particolari contrasti tra le masse d’aria e, per gli eventi più intensi, variazioni nella direzione e nella velocità del vento alle diverse quote. In altre parole, il mare caldo può rappresentare il carburante, ma perché il motore si accenda devono incastrarsi contemporaneamente diversi elementi meteorologici.

Cosa fare quando il vortice si avvicina

Il primo errore da evitare è restare sulla spiaggia per filmare il fenomeno. Dalla distanza è spesso difficile capire la traiettoria di una tromba marina e il suo spostamento può cambiare rapidamente. Se il vortice si dirige verso la costa bisogna abbandonare immediatamente l’arenile e cercare riparo all’interno di un edificio solido. È necessario allontanarsi da ombrelloni, lettini, gazebo, insegne, alberi e qualsiasi struttura leggera che possa essere sollevata o spezzata dal vento. La Protezione civile raccomanda, in presenza di vento forte, di evitare le zone esposte, le strade alberate, i moli e i pontili. Particolarmente pericolose sono le strutture mobili dotate di teli o coperture, come gazebo, impalcature e installazioni temporanee. In zona costiera bisogna inoltre evitare la balneazione e l’utilizzo delle imbarcazioni. Se ci si trova già in automobile è necessario moderare la velocità, prestando particolare attenzione sui viadotti e all’uscita dalle gallerie, dove le raffiche possono colpire lateralmente il veicolo.

Le immagini che devono diventare un avvertimento

Quanto accaduto a Scilla si è concluso senza conseguenze per le persone. Il video, però, non è soltanto una sequenza spettacolare destinata a circolare sui social. Quei lettini e quegli ombrelloni trascinati in aria mostrano quanto rapidamente una tromba marina possa trasformarsi da fenomeno da osservare a pericolo concreto per chi si trova sulla sua traiettoria. In questi casi, pochi secondi possono fare la differenza: non bisogna avvicinarsi, inseguire il vortice o restare sulla battigia per ottenere un’immagine migliore. Bisogna allontanarsi e cercare riparo.

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