Un venerdì di tensioni e trattative: dalla guerra commerciale USA-Cina ai nuovi assetti geopolitici europei, passando per gli scossoni interni alla politica italiana. Le prime pagine dei principali quotidiani italiani raccontano un mondo in ebollizione. Ecco il Punto Stampa di venerdì 11 aprile 2025, l’edicola di C7 “spremuta” al massimo.
Guerra commerciale, il ritorno dei dazi
Corriere della Sera, La Repubblica e Il Sole 24 Ore aprono sull’escalation dei dazi tra Stati Uniti e Cina, con Trump che impone tariffe fino al 145%. L’Europa risponde con una “pausa reciproca” di 90 giorni, tentando di calmare i mercati e mantenere aperti i canali diplomatici. Le Borse europee rimbalzano (+4,73% a Milano), mentre Wall Street crolla.
Il Sole 24 Ore denuncia la “logica da blackjack” del tycoon americano e punta il dito contro l’‘ombra dell’insider trading“, rilanciata anche da La Repubblica.
Ritorno al riarmo: il Parlamento si spacca
Il Fatto Quotidiano e La Verità evidenziano lo scontro politico sul riarmo europeo. La Camera approva una mozione di compromesso che evita di nominare esplicitamente il piano RearmEU, ma impegna il governo a rafforzare la difesa. La Lega vota a favore, pur essendo contraria, mentre le opposizioni si dividono.
Nel frattempo, Il Fatto attacca Macron e Starmer, accusandoli di voler prolungare la guerra in Ucraina fingendo missioni di “rassicurazione”. Zelensky, scrive Travaglio, è ormai un “pendolo impazzito”.
Escort e codici Ateco: il fisco sdogana il sesso?
Una notizia che incuriosisce tutte le testate è quella dell’’inserimento delle attività di escort e prostituzione legale tra i codici Ateco, secondo l’aggiornamento ISTAT. Ne parlano con toni diversi Il Corriere, La Verità, Il Fatto e Repubblica. Il tema accende la polemica: se da un lato si tratta di una presa d’atto di una realtà economica, dall’altro emergono perplessità giuridiche e morali.
Moda made in Italy: Prada compra Versace
Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera e Repubblica rilanciano la notizia economica del giorno: Prada rileva Versace per 1,25 miliardi di euro. Un colpo a sorpresa che segna il ritorno del marchio in mani italiane, con l’obiettivo di creare un polo del lusso tricolore.
Papa Francesco in poncho: la sobrietà fa notizia
Il Corriere e Repubblica raccontano l’ultima uscita di Papa Francesco, avvenuta ieri in poncho e pantaloni scuri, senza abito talare, in visita ai restauri di San Pietro. Un gesto che alimenta le speculazioni sul suo stato di salute, ma anche sulla volontà di rompere i simboli della Chiesa tradizionale.
Notizie dalla Calabria
La Gazzetta del Sud dedica ampio spazio alle vicende regionali. In primo piano:
- Stop al restyling di Capo Colonna: il TAR Calabria blocca il progetto di riqualificazione archeologica a Crotone.
- Ospedale di Vibo Valentia: il presidente Occhiuto accelera sulla costruzione.
- Sanità e attese: proposta una piattaforma unica nazionale per gestire le liste d’attesa.
- Caso Morabito: la Corte Europea dei Diritti Umani condanna l’Italia per aver mantenuto il boss calabrese al 41 bis nonostante l’età avanzata (91 anni).
Notizia Extra – La tempesta perfetta della finanza globale
La giornata del 10 aprile 2025 potrebbe entrare nei libri di storia economica: Trump impone dazi record alla Cina, Pechino risponde svalutando lo yuan, e i mercati globali oscillano tra euforia e panico. In Europa, la reazione è più composta, con Bruxelles che sospende per tre mesi le proprie contromisure. Il Sole 24 Ore descrive il contesto come una volatilità da tavolo da blackjack, dove la politica economica si piega all’umore del presidente USA. Cresce il timore di una stagflazione e il sospetto che dietro le manovre ci siano strategie speculative.
Focus del Giorno – La guerra senza fine e l’Europa a due velocità
Dall’analisi congiunta di Il Fatto, La Verità e Il Sole 24 Ore emerge una fotografia inquietante: l’Europa spaccata tra chi vuole la pace e chi investe nella guerra. Mentre Kiev è sempre più in difficoltà, Francia e Regno Unito rilanciano l’impegno sul campo. I piani di riarmo passano attraverso le mozioni silenziose dei Parlamenti, mentre i cittadini protestano. Il rischio? Che la guerra per procura diventi strutturale, e che l’UE perda il suo ruolo di mediatore globale.









