Il Tar della Calabria per la seconda volta ha bocciato la procedura adottata dal Comune di Soverato per la proroga delle concessioni balneari. La querella dalle aule della giustizia amministrativa è finita sul tavolo della politica con una serie di botta e risposta tra maggioranza e opposizione.
Secondo Forza Italia Soverato, davanti alla sentenza del Tar che ha annullato le proroghe delle concessioni balneari, ci sarebbe stato un solo gesto sensato da parte del sindaco Daniele Vacca: chiedere scusa. “Quando le istituzioni vengono smentite dai fatti e dalle sentenze, c’è una sola parola che si dovrebbe pronunciare con serietà e dignità: scusa“.
Una parola che, sottolineano dal partito, andava rivolta agli imprenditori, a chi gestisce con sacrificio gli stabilimenti balneari, e più in generale a tutta la città di Soverato, ora esposta a rischi concreti in vista della stagione estiva.
Dal Tar una seconda bocciatura
Il comunicato ricorda come il Tribunale amministrativo regionale abbia già espresso in passato una posizione chiara, ora confermata: “Rimane in capo al Comune intimato, il compito di ‘curare’, nelle more dell’espletamento delle gare, i molteplici interessi pubblici e privati”. Nessun complotto, nessun attacco politico, ma “solo il diritto che ha fatto il suo corso”.
Forza Italia: “Quel ricorso noi non lo avremmo mai presentato”
Nel mirino finisce anche il comportamento dell’amministrazione sul piano politico. “Noi quel ricorso non lo avremmo presentato. Non per debolezza, ma per rispetto verso gli operatori”.
Una critica netta, motivata dalla convinzione che chi ha ruoli istituzionali – anche se in opposizione – debba evitare azioni che compromettano l’economia turistica e le speranze di una stagione estiva serena.
“Basta vittimismo, servono soluzioni”
Al posto di una presa d’atto del verdetto, Vacca avrebbe scelto la strada del vittimismo, degli appelli e della polemica politica, secondo Forza Italia. “Il sindaco sceglie il vittimismo, gli appelli alle più alte cariche dello Stato e, soprattutto, la polemica politica”.
Un atteggiamento definito “strategia che forse intrattiene, ma certo non risolve il problema reale: i balneari oggi sono senza titolo per operare. E l’estate è dietro l’angolo”.
L’attacco: “Sconosciute le dinamiche di partito”
Non manca l’affondo personale, pur nel tentativo dichiarato di voler mantenere un confronto civile. Il primo cittadino viene accusato di confusione politica e di strumentalizzare lo scontro. “A lui risultano evidentemente sconosciute le dinamiche interne ad un partito”.
E ancora: “L’unica vera confusione è quella legata alla sua stessa appartenenza politica, da anni oggetto di domande senza risposta”. Un passaggio che tocca anche i rapporti storici con il Pd, il legame con Ernesto Alecci, e l’attuale presunta vicinanza a Fratelli d’Italia.
“Noi ci siamo, con risorse e proposte concrete”
Nel finale, il partito guidato in Calabria dal presidente Roberto Occhiuto tende la mano, offrendo una proposta per salvare la stagione estiva: “L’Amministrazione, nelle more dell’appello – con richiesta di sospensione anche urgente – ponga in essere tutte le pratiche affinché possa garantire agli operatori uscenti una proroga sino alla messa a bando delle concessioni”. Una proroga che, pur eventualmente impugnata, darebbe respiro agli operatori balneari già impegnati in investimenti per l’estate.






