24 Ottobre 2026
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“Emergenza medica in Calabria, l’aiuto arriva da Cuba”: il reportage del Guardian sulla sanità calabrese

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In un lungo reportage sulla sanità calabrese pubblicato sul quotidiano britannico The Guardian, i protagonisti sono gli operatori sanitari cubani: circa 500, ricorda il testo, “dispiegati in tutta la Calabria a fronte di una grave carenza di medici”. L’articolo prende spunto dall’ospedale Santa Maria degli Ungheresi, a Polistena, provincia di Reggio Calabria, dove Asbel Díaz Fonseca, originario di Cuba, lavora da un anno. Fonseca è stato intervistato dalla giornalista Angela Giuffrida, autrice dell’articolo.





“Nel blocco operatorio di un ospedale in Calabria, Asbel Díaz Fonseca e il suo team si stanno preparando per eseguire un intervento chirurgico addominale su un uomo di sessant’anni. Discutono su quale tecnica medica utilizzare. Ma il principale argomento di conversazione pre-operatoria è il cibo, in particolare quale pizza sia migliore: quella napoletana o quella calabrese”, illustra l’articolo. Il reportage ha intervistato anche Sidy Gallegos Pérez, un fisiatra, e Eduardo Gongora, che lavora nell’unità di emergenza. “La cosa più soddisfacente è lavorare accanto ai nostri colleghi calabresi. Hanno una simile cordialità ai cubani e ci hanno accolto molto bene,” ha detto Gongora alla giornalista.

“Una delle regioni più povere dell’Europa”

Il reportage sottolinea che “centinaia di operatori sanitari dell’isola caraibica sono stati chiamati a colmare una drastica carenza di medici in tutta la Calabria, una delle regioni più povere dell’Europa occidentale”. “I medici italiani, stressati, stanno o ritirandosi anticipatamente, passando al settore privato, o cercando migliori opportunità all’estero”, scrive il Guardian. La “trascuratezza” che caratterizza il sistema sanitario pubblico nel Sud, afferma, sarebbe collegata alle riduzioni dei costi degli ultimi decenni, che hanno portato alla chiusura di decine di ospedali. “La mafia e la corruzione politica hanno anche influito sui servizi“, aggiunge.

Secondo quanto riportato da Fonseca durante l’intervista, contrariamente a quanto si dice, il governo cubano non imporrebbe ai suo medici nessun obbligo di lavorare all’estero “Siamo qui perché vogliamo”, ha detto. La pandemia di coronavirus sarebbe stata la causa principale di molte partenze: più di 11.000 operatori sanitari cubani hanno lasciato l’isola dal 2021, afferma il reportage. 



Il pezzo tratta anche di come l’assistenza cubana sia stata inizialmente accolta con scetticismo dagli operatori sanitari italiani, un sentimento che si è poi trasformato una volta che gli operatori sanitari cubani hanno imparato la lingua italiana e hanno conosciuto meglio i loro colleghi. “I cubani sono una boccata d’ossigeno”, avrebbe dichiarato Francesca Liotta, direttrice dell’ospedale Santa Maria degli Ungheresi.

L’articolo ricorda, inoltre, come il presidente della Regione Roberto Occhiuto sia stato criticato quando ha proposto per la prima volta l’idea di chiamare i rinforzi cubani. “Ma l’esperimento è stato positivo,” ha detto. “Non lo dico io, ma i medici italiani che stanno lavorando con i cubani e i pazienti calabresi”, ha dichiarato secondo Guardian.

Foto: Roberto Salomone/The Guardian



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