Dal reinserimento sociale al lavoro, con nuove assunzioni e la prospettiva di ulteriori opportunità occupazionali. Prosegue a Reggio Calabria il percorso avviato con il Protocollo d’intesa per favorire l’inserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale. Il bilancio, aggiornato durante la riunione della Cabina di regia in Prefettura, comprende otto tirocini di inclusione sociale e cinque contratti a tempo determinato, due dei quali formalizzati nella giornata del 23 ottobre.
L’obiettivo adesso è ampliare la rete delle imprese coinvolte e rendere più conosciute le opportunità offerte dall’accordo. A sottolinearlo è stato l’assessore regionale al Lavoro e allo Sviluppo economico, Giovanni Calabrese, che ha invitato le associazioni di categoria e gli organismi presenti al tavolo a organizzare nuovi incontri informativi rivolti alle aziende del territorio.
Reinserimento lavorativo, Calabrese: “Coinvolgiamo più aziende”
Nel corso della riunione, Calabrese ha evidenziato il ruolo della collaborazione tra istituzioni e servizi per l’impiego nel raggiungimento dei risultati ottenuti nei primi due anni di attuazione del Protocollo. “Grazie alla sinergia instaurata tra tutte le istituzioni sottoscrittrici del Protocollo d’intesa, primo accordo di questo genere in Calabria, e al contributo fondamentale del Centro per l’impiego di Reggio Calabria, è stato possibile raggiungere risultati importanti nel percorso di reinserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale”, ha dichiarato l’assessore.
La prossima fase, secondo Calabrese, dovrà puntare a rafforzare ulteriormente la rete e a coinvolgere un numero crescente di imprese. Per questo ha chiesto alle associazioni di categoria, al Centro per l’impiego di Reggio Calabria, ad Arpal e all’Ordine dei Consulenti del lavoro di programmare in tempi brevi specifiche iniziative informative. L’intento è far conoscere alle aziende le opportunità previste dall’accordo e favorire una partecipazione più ampia del sistema produttivo locale.
Otto tirocini e cinque contratti: il bilancio del Protocollo
A fare il punto sui risultati raggiunti è stata la prefetta di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, che ha espresso apprezzamento per il percorso avviato e per il coinvolgimento delle diverse istituzioni, degli uffici pubblici e delle associazioni. Nei due anni trascorsi dalla sottoscrizione dell’accordo sono stati attivati otto tirocini di inclusione sociale e stipulati tre contratti a tempo determinato. A questi si aggiungono le due nuove assunzioni formalizzate il 23 ottobre. Per la prefetta, il percorso dimostra il valore di un modello di collaborazione capace di offrire opportunità concrete a persone che hanno portato avanti con successo un percorso di rieducazione. Vaccaro ha rivolto un ringraziamento all’assessore Calabrese, alla Regione Calabria, ai funzionari del Centro per l’impiego e a tutti coloro che hanno contribuito all’attuazione dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di sostenere il ritorno alla vita sociale attraverso occasioni concrete di lavoro.
Le due assunzioni di Tecnoappalti Italia
Un contributo diretto è arrivato da Tecnoappalti Italia Srl, azienda il cui fondatore è Herbert Catalano, presidente della Cassa Edile, che ha sottoscritto i contratti relativi alle due nuove assunzioni. Le persone coinvolte si trovano in situazioni differenti: una è ammessa a una misura alternativa alla detenzione, mentre l’altra è detenuta presso la Casa di reclusione “Luigi Daga” di Laureana di Borrello.
Catalano ha sottolineato che il reinserimento lavorativo deve tradursi in occasioni effettive, capaci di favorire l’autonomia personale e la costruzione di un futuro diverso. “Il reinserimento lavorativo non può restare un principio astratto: deve tradursi in opportunità reali”, ha affermato, ribadendo l’impegno dell’impresa a operare nel segno della legalità e della responsabilità sociale. Per il mondo imprenditoriale, il lavoro rappresenta quindi uno strumento per accompagnare il percorso di reintegrazione, sostenendo al tempo stesso la coesione della comunità.
Ance Reggio Calabria: “Il lavoro restituisce dignità”
Al confronto ha partecipato anche Michele Laganà, presidente di Ance Reggio Calabria, che ha richiamato il ruolo del settore delle costruzioni nella creazione di opportunità occupazionali per le persone coinvolte nei percorsi di reinserimento. “Il lavoro rappresenta uno degli strumenti più efficaci per restituire dignità alla persona e costruire concrete opportunità di reinserimento sociale”, ha sottolineato Laganà. Il comparto edile, ha aggiunto, può mettere a disposizione competenze, professionalità e possibilità di impiego, contribuendo a iniziative che uniscono legalità, responsabilità sociale e sviluppo economico. L’inserimento lavorativo viene così considerato non soltanto come un’opportunità individuale, ma anche come un investimento sulla sicurezza e sulla coesione del territorio.
La garante dei detenuti e il ruolo del Centro per l’impiego
Al Protocollo ha contribuito anche Giovanna Russo, garante regionale dei diritti delle persone detenute, che non ha potuto partecipare alla riunione per precedenti impegni istituzionali a Castrovillari. Nel corso dell’attuazione dell’accordo ha svolto attività di coordinamento, supporto e monitoraggio istituzionale. Nel suo messaggio, Russo ha ribadito il valore delle seconde possibilità, ricordando che “la legalità si costruisce creando reali seconde possibilità”. La garante ha inoltre ringraziato le imprese del territorio che hanno scelto di sostenere percorsi di inclusione e recupero sociale.
A ricostruire le tappe operative dell’iniziativa è stato Vittorio Colosimo, responsabile del Centro per l’impiego di Reggio Calabria. Colosimo ha evidenziato il risultato delle due nuove assunzioni e la prospettiva di una possibile stabilizzazione a tempo indeterminato, già manifestata dall’azienda interessata. Ha inoltre annunciato che, grazie alla disponibilità espressa da un’altra impresa presente al tavolo, si procederà a breve alla contrattualizzazione di un ulteriore soggetto attualmente detenuto.
Nuovi incontri con le imprese per ampliare le opportunità
Il prossimo obiettivo è consolidare la rete territoriale e coinvolgere nuove aziende nel progetto. La programmazione di incontri informativi e la diffusione delle opportunità previste dal Protocollo saranno i passaggi centrali per ampliare il numero dei soggetti interessati. L’esperienza avviata a Reggio Calabria punta a rafforzare un modello basato sulla collaborazione tra istituzioni, servizi per l’impiego, associazioni di categoria e imprese, con il lavoro come strumento di autonomia, responsabilizzazione e reinserimento sociale.














