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23 Maggio 2026
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‘Ndrangheta a Torino, condannato a quasi 12 anni il vibonese boss-estremista di sinistra D’Onofrio

Si chiude nella città piemontese uno dei processi dell’inchiesta Factotum; a Milano riaperto fascicolo sull’omicidio Caccia

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Si è concluso a Torino uno dei processi legati all’inchiesta Factotum, che ha indagato la presenza della ’ndrangheta nel Nord Ovest. Il tribunale ha inflitto 11 anni e 10 mesi di reclusione a Francesco D’Onofrio, ritenuto dagli inquirenti una figura di vertice delle cosche nel Torinese. D’Onofrio, che negli anni Ottanta aveva militato nel gruppo di estrema sinistra Colp, ha sempre negato ogni legame con la criminalità organizzata.

All’ex sindacalista della Cisl, Domenico Ceravolo, sono stati comminati 8 anni, 10 mesi e 20 giorni di carcere. Nel processo si sono costituiti parte civile i Comuni di Torino e Carmagnola, il sindacato e la Regione Piemonte.

Fascicolo sull’omicidio del procuratore Caccia

A Milano, intanto, è stato riaperto un fascicolo sull’omicidio del procuratore Bruno Caccia, ucciso a Torino in un agguato nel 1983. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il ritrovamento di una pistola ha portato alla riapertura delle indagini. Per questo delitto altre due persone erano già state condannate in via definitiva. D’Onofrio ha sempre negato ogni coinvolgimento.

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