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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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Sport, Costituzione e riscatto: Catanzaro scende in campo per Roberto Giglio (FOTO)

Il primo Memorial dedicato al magistrato diventa un manifesto civile: giovani, istituzioni e sport insieme per dare carne e voce all’articolo 27

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A Catanzaro lo sport si è fatto linguaggio della legalità e della inclusione, trasformandosi in un’esperienza collettiva di forte valore umano e civile. Accogliendo l’invito della Camera penale “Alfredo Cantàfora”, la comunità cittadina ha vissuto una giornata capace di rendere concreto l’articolo 27 della Costituzione, troppo spesso evocato e raramente praticato.

Non una formula astratta, ma una scelta precisa: quella di credere che la pena non possa mai coincidere con l’esclusione e che anche chi ha sbagliato resti parte della comunità. In un tempo in cui il rischio è lasciare spazio alla vendetta sociale, l’articolo 27 richiama tutti alla responsabilità di accompagnare, reintegrare, restituire possibilità. In una parola, seminare speranza.

La Camera penale come ponte tra carcere e società

È su questo terreno che da anni si muove la Camera Penale di Catanzaro, scegliendo di farsi ponte tra il mondo dell’esecuzione penale e la società civile. Un impegno che passa attraverso il lavoro, la dignità e il senso di responsabilità, ma che ieri ha trovato nello sport uno strumento ancora più immediato e universale.

Un linguaggio capace di unire storie diverse, abbattere barriere e creare spazi di incontro reale, soprattutto per i più giovani.

Roberto Giglio, il diritto vestito di umanità

Quando si è trattato di individuare una figura simbolica capace di tenere insieme diritto, umanità e sport, il nome è stato naturale: Roberto Giglio. Magistrato, presidente del Tribunale di Sorveglianza, uomo delle istituzioni che ha sempre saputo distinguere l’uomo dal reato, senza mai smarrire il senso profondo della funzione pubblica.

Ricordarlo davanti a tanti giovani ha assunto un valore che va oltre la commemorazione. Squadre cittadine e minori sottoposti a misura detentiva si sono incontrati sullo stesso campo, riconoscendosi come parte di un’unica comunità.

Dieci minori accolti nelle squadre: l’inclusione che funziona

Grazie alla collaborazione dell’US Catanzaro, delle Pantere Nere, della Vigor Catanzaro e della Kennedy, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Arbitri e della FIGC, e con il sostegno dei direttori dell’Istituto Penale Minorile e della Comunità Minorile, dieci minori ristretti sono stati inseriti nelle squadre giovanili.

Ne è nata una giornata autentica di integrazione, che ha dimostrato come solo attraverso ascolto, condivisione e capacità di tendere la mano sia possibile costruire un futuro diverso.

La premiazione e il volto migliore delle istituzioni

Il Memorial si è concluso con una premiazione che ha visto protagonisti i vertici delle istituzioni giudiziarie. Il primo posto, conquistato dall’US Catanzaro, è stato premiato dalla presidente del Tribunale di Sorveglianza Laura Antonini insieme al giovane Roberto Giglio, nipote del magistrato. Il secondo posto è stato consegnato dal presidente Alessandro Bravin, in rappresentanza della Corte d’Appello, e dal sostituto procuratore generale Luigi Maffia. Il terzo dal presidente del Tribunale per i Minorenni Teresa Chiodo e dalla procuratrice minorile Maria Rita Tartaglia. Il quarto dal direttore dell’IPM Francesco Pellegrino e dal direttore della Comunità Minorile Massimo Martelli.

Il Fair Play che vale più di una vittoria

Il Premio Fair Play è andato a Giovanni Furriolo per un gesto semplice e potentissimo: la cessione della fascia di capitano a un giovane della comunità minorile. Un atto spontaneo, carico di significato, che ha incarnato lo spirito dell’intera giornata. A consegnare il premio è stato il direttore generale dell’US Catanzaro Paolo Morganti.

Una targa, una promessa, un impegno che continua

Il presidente onorario della Camera Penale, l’avvocato Nicola Cantàfora, ha consegnato ai figli di Roberto Giglio, Antonio e Clemente, una targa commemorativa a nome dell’avvocatura penalista catanzarese. Una dedica che sintetizza il senso profondo del Memorial: aver saputo “vestire il diritto di umanità, senza mai identificare l’uomo con il suo reato”.

Il Primo Memorial Roberto Giglio non è stato solo un evento, ma un segno politico e costituzionale nel senso più alto del termine. Un appuntamento che la Camera Penale intende rendere stabile, come spazio di incontro tra regola e speranza, tra istituzioni e comunità. Perché la risocializzazione non è uno slogan, ma un dovere costituzionale che prende forma solo quando ciascuno fa la propria parte.

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