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15 Giugno 2026
15 Giugno 2026
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Omicidio Torcasio a Lamezia, c’è il responso dell’autopsia: un solo colpo al collo, morte in pochi minuti

L’esame medico-legale chiarisce le cause della morte del 52enne ucciso a Ginepri: recise giugulare e carotide. La Procura conferma il decesso per dissanguamento. Colelli ha confessato l’omicidio

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Un unico fendente al collo, sferrato con estrema violenza, ha provocato la morte di Emiliano Torcasio, 52 anni. È questo il dato centrale che emerge dall’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme ed eseguita dal medico legale Aquila Villella su incarico del pm Vincenzo Quaranta.  Secondo quanto riportato nella relazione, il colpo ha reciso giugulare e carotide, causando un rapido dissanguamento. La morte sarebbe sopraggiunta in un arco di tempo molto breve, stimato in meno di cinque minuti. Sul corpo non sono state riscontrate altre lesioni riconducibili a un’aggressione prolungata.

La morte e il ritrovamento del corpo

Il decesso è stato collocato alle 00:30 del 24 ottobre. Il corpo di Torcasio è stato rinvenuto alle 1:03 da un passante in località Ginepri, sul lungomare di Lamezia Terme, disteso a terra e immerso in una copiosa pozza di sangue. L’allarme è stato immediatamente lanciato alle Forze dell’Ordine, che hanno avviato i primi rilievi sul posto.Gli esiti autoptici confermano quanto già emerso nelle prime ore successive al delitto e quanto contenuto nella relazione firmata dal medico legale Isabella Aquila.

La confessione di Colelli

Nel corso delle indagini, Pasquale Colelli, 30 anni, si è presentato spontaneamente presso la caserma dei carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, accompagnato dal proprio difensore. Durante l’interrogatorio ha ammesso di essere l’autore dell’omicidio, fornendo una ricostruzione dettagliata della serata al pm Vincenzo Quaranta e ai militari dell’Arma.Secondo quanto dichiarato, i due uomini si conoscevano da tempo e avevano trascorso la serata del 23 ottobre insieme in un locale della città, per poi allontanarsi in auto e dirigersi verso il lungomare, dove sarebbe scoppiato un alterco.

La dinamica ricostruita dagli inquirenti

Stando alle dichiarazioni rese dall’indagato, durante la discussione avrebbe utilizzato un coltello da cucina che si trovava all’interno dell’auto della vittima. Dopo il fatto, Colelli avrebbe riferito di aver gettato l’arma in mare e di aver contattato un parente per rientrare a casa.A seguito dell’interrogatorio, i carabinieri hanno eseguito una perquisizione domiciliare, rinvenendo una maglietta con tracce di sangue, ora sottoposta ad accertamenti.

Il contesto e la posizione giudiziaria

Dalle indagini emerge un rapporto segnato da gelosia e tensioni, definito dagli investigatori come morboso. Colelli avrebbe parlato di una situazione vissuta come “esasperante”, sostenendo di non aver avuto l’intenzione di uccidere.Il trentenne si trova attualmente in carcere. Come previsto dall’ordinamento, la sua responsabilità penale potrà essere accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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