26 Giugno 2026
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Amministratori sotto tiro, l’allarme di Tilde Minasi: “Promuoverò audizioni in Commissione Antimafia”

La senatrice della Lega denuncia un quadro democratico a rischio: in Calabria colpito il 50% dei Comuni. "Non è solo cronaca nera, ma un attacco alla tenuta delle nostre comunità".

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La Calabria si conferma una terra di frontiera per chi sceglie di servire le istituzioni locali, posizionandosi come la seconda regione in Italia per numero di intimidazioni, preceduta solo dalla Sicilia. Un’emergenza che ha spinto la Senatrice della Lega, Tilde Minasi, a intervenire con una nota durissima dopo i recenti fatti di sangue e violenza registrati tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. “I numeri ci continuano purtroppo a dire che chi amministra i nostri territori convive con minacce ormai quasi quotidiane” esordisce la Senatrice, sottolineando come questo livello di pressione non possa più essere considerato “normale”.

L’escalation: dai colpi di pistola alle aggressioni in piazza

I recenti episodi di cronaca descrivono un clima di sfrontata violenza. A Vibo Valentia, la sera del 21 dicembre, l’auto di Antonio Iannello, presidente del Consiglio comunale, è stata bersagliata da cinque colpi di pistola. Pochi giorni dopo, a Castrolibero, durante la festa dell’Epifania, il consigliere regionale Orlandino Greco è stato colpito al volto davanti a famiglie e bambini.

Secondo Minasi, questi non sono casi isolati ma “tessere dello stesso mosaico”. Chi colpisce durante eventi istituzionali o feste di quartiere lo fa per massimizzare la visibilità del messaggio intimidatorio, cercando di condizionare la vita pubblica attraverso l’anonimato e la forza.

I numeri del rapporto “Amministratori sotto tiro”

I dati citati dalla Senatrice, tratti dall’ultimo rapporto di Avviso Pubblico, delineano una mappatura della violenza che copre quindici anni di storia repubblicana: Dato Nazionale (2010-2024): 5.716 episodi tra minacce, danneggiamenti e aggressioni. Focus Calabria: 844 episodi accertati. Capillarità territoriale: 204 Comuni coinvolti, ovvero quasi la metà dei municipi della regione.

“Un quadro devastante e disarmante che ci impone di agire” prosegue la Senatrice, evidenziando come la violenza sia inaccettabile a prescindere dalla sua matrice, sia essa legata alla criminalità organizzata, al dissenso politico o a conflitti personali.

Il rischio di uno svuotamento democratico

Un aspetto particolarmente allarmante riguarda i piccoli centri (sotto i 20 mila abitanti), dove avviene oltre la metà degli episodi. In queste realtà, il contatto diretto tra cittadino e amministratore trasforma ogni minaccia in un trauma collettivo.

Il timore di Minasi è che la violenza, unita alle campagne d’odio sui social media, scoraggi i cittadini “perbene” dal candidarsi: “Il rischio è che alla fine restino in campo solo i più spregiudicati o chi ha alle spalle reti poco limpide. È così che si svuota la democrazia”.

L’impegno in Parlamento e la “scorta civica”

In qualità di componente della Commissione Antimafia, Tilde Minasi ha annunciato azioni concrete: “Promuoverò audizioni specifiche in Commissione antimafia. Il Parlamento deve inserire questa problematica tra le sue priorità”.

Pur riconoscendo l’efficacia di strumenti come la Legge 105/2017 (che inasprisce le pene per le minacce agli eletti) e il fondo di sostegno istituito nel 2021, la Senatrice invoca un rafforzamento delle tutele lungo tutto il percorso giudiziario. Richiamando la linea della “tolleranza zero” più volte ribadita dal Vicepremier Matteo Salvini, Minasi conclude auspicando la nascita di una “scorta civica”: una risposta collettiva delle istituzioni e della comunità che isoli i violenti e non legittimi mai, neppure a parole, chi attacca i rappresentanti del popolo.

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