Desolazione e silenzio. Altro che cuore della movida. Lo sconforto tra la gente è tanto vedendo decine di saracinesche abbassate e pochissime persone che passeggiano.
«La sera piazza Municipio e corso Vittorio Emanuele sono praticamente morte. “Mi scura u cori” a vederli ridotti in questo modo». Questo è il commento. Una condanna a morte. Senza appello, almeno per il momento.
Vie dello shopping sempre più vuote
In città la desolazione nelle vie dello shopping è un fenomeno reale e crescente. Come mai? I negozi tradizionali non tirano più per la crescita dell’e-commerce e della concorrenza dei centri commerciali. Questa situazione sta creando una vera e propria “città fantasma”.
E-commerce e centri commerciali: concorrenza spietata
La crescita dello shopping online e dei grandi centri commerciali e outlet sottrae clientela ai negozi di prossimità, specialmente nei centri storici. Un cambiamento strutturale che sta mettendo in ginocchio il commercio locale.
Meno negozi, meno sicurezza e coesione sociale
Purtroppo il calo delle attività commerciali porta con sé anche una perdita di sicurezza e di coesione sociale. Strade vuote, luci spente e spazi abbandonati diventano terreno fertile per degrado e isolamento. Per invertire questa tendenza occorre trasformare i negozi fisici per renderli più esperienziali e digitali, come dimostrano anche i trend verso negozi mobili, sostenibili e interattivi. Per rilanciare il commercio e riportare la gente nelle vie dello shopping, i negozi che ancora resistono devono diventare luoghi di esperienza, non solo di vendita, integrandosi con il digitale.
Il nodo politico: affitti e pressione fiscale
Per fare tutto questo sono auspicabili nuovi interventi politici da parte dell’amministrazione comunale per ridurre la pressione fiscale e gli affitti, che hanno raggiunto livelli stratosferici. Serve una gestione locale e nazionale per invertire il trend e rigenerare i centri urbani.








