La sanità calabrese resta al centro delle proteste: Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) lancia una mobilitazione permanente contro quella che definisce una gestione fallimentare e commissariata della regione.
Sedici anni di piano di rientro
“Il centrodestra e Occhiuto hanno devastato la sanità calabrese – dichiara Giuseppe Campana, portavoce regionale di Avs Calabria, durante il sit-in davanti all’ospedale di Catanzaro –. Chiediamo con forza l’uscita dal piano di rientro sanitario, attivo ormai da sedici anni. Era il 2010 quando la Calabria entrò in questo meccanismo durante il governo Scopelliti, con l’avallo di Occhiuto. Altre regioni ne sono uscite in due anni, noi invece siamo ancora qui”.
Ospedali svuotati e territori senza servizi
Il portavoce di Avs sottolinea le conseguenze di anni di gestione: ospedali svuotati, reparti chiusi e interi territori privi di servizi essenziali.
“Di fronte a questo disastro – aggiunge Campana – non basta più indignarsi. Proporremo una legge speciale per dichiarare lo stato di emergenza sanitaria, lo scorporo del debito sanitario e la fine del piano di rientro, che ha prodotto solo tagli, precarietà e disuguaglianze. Servono assunzioni stabili di personale sanitario e il rilancio di una sanità pubblica territoriale, universale e accessibile a tutte e tutti“.
Presìdi e mobilitazione permanente
Avs ha annunciato una serie di presìdi davanti agli ospedali calabresi per sensibilizzare cittadini e istituzioni: “Il nostro tour prosegue il 6 febbraio a Cariati, il 12 febbraio a Rossano e il 13 febbraio a Corigliano. Seguiranno altri presìdi. La sanità non si difende dai palazzi, ma nei territori, accanto a chi ogni giorno paga il prezzo di questo fallimento”.








