La Dda di Catanzaro ha presentato appello contro la sentenza di primo grado emessa il 20 marzo scorso dal gup distrettuale nell’ambito del procedimento nato dalle operazioni Maestrale-Carthago, Olimpo e Imperium. L’impugnazione riguarda 35 imputati giudicati con rito abbreviato, le cui posizioni erano state definite insieme a quelle di altri coimputati in un maxiprocesso contro presunti esponenti della ’ndrangheta vibonese.
La Procura distrettuale – guidata dal procuratore Salvatore Curcio con i pm Annamaria Frustaci, Andrea Buzzelli e Irene Crea – chiede la riforma della decisione sostenendo che il giudice di primo grado sarebbe incorso in un errore di diritto, non procedendo a una valutazione complessiva del quadro indiziario ma frammentando l’analisi degli elementi probatori, in contrasto con la giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Gli imputati per cui è stato presentato appello
Di seguito l’elenco completo dei 35 imputati interessati dall’impugnazione, con età e provenienza: Pasquale Anastasi (74 anni), di Rizziconi; Rocco Anello (65 anni), di Filadelfia; Tommaso Anello (61 anni), di Filadelfia; Vincenzo Barba (73 anni), di Vibo Valentia; Domenico Bartone (57 anni), di Mileto; Vincenzo Calafati (54 anni), di Vibo Valentia; Maria Vittoria Errigo (71 anni), di Vibo Valentia; Antonio Facciolo (66 anni), di Francavilla Angitola; Claudio Fiumara (59 anni), di Francavilla Angitola; Gianfranco Franzoni (63 anni), di Briatico; Michele Galati (45 anni), di Mileto; Ottavio Galati (58 anni), di Mileto; Salvatore Domenico Galati (58 anni), di Vibo Valentia; Carmine Il Grande (66 anni), di Parghelia; Egidio Il Grande (61 anni), di Parghelia; Francesco La Rosa (54 anni), di Tropea; Alfonso Luciano (66 anni), di Filogaso; Antonio Mancuso (42 anni), di Limbadi; Domenico Mancuso (51 anni), di Limbadi; Francesco Mancuso (54 anni), di Nicotera Marina; Giuseppe Mangone (70 anni), di Mileto; Andrea Mantella (53 anni), di Vibo Valentia; Paolo Mercurio (47 anni), di Marcellinara; Gaetano Molino (66 anni), di Limbadi; Salvatore Morelli (42 anni), di Vibo Valentia; Salvatore Palmieri (50 anni), di Mileto; Domenico Polito (52 anni), di Mileto; Giuseppe Prostamo (41 anni), di San Giovanni di Mileto; Umberto Pugliese (40 anni), di Spilinga; Demetrio Putortì (33 anni), di Nicotera Marina; Giuseppe Raguseo (48 anni), di Nicotera; Francesco Sabatino (47 anni), di Vibo Valentia; Davide Surace (40 anni), di Spilinga; Diego Surace (43 anni), di Spilinga; Antonio Massimiliano Varone (51 anni), di Mileto.
Le motivazioni dell’impugnazione
Secondo la Procura distrettuale antimafia, la sentenza sarebbe viziata dalla violazione del principio che impone una valutazione unitaria degli indizi. In particolare, i magistrati contestano quella che definiscono una “lettura parcellizzata” del materiale probatorio, ritenendo che il giudice avrebbe dovuto considerare gli elementi nel loro complesso. Tra le posizioni più rilevanti figurano quelle di presunti esponenti di spicco dei clan del Vibonese, nonché di professionisti – avvocati e medici – e imprenditori, in relazione ai quali in primo grado erano state pronunciate assoluzioni o condanne parziali rispetto alle richieste dell’accusa. Per alcuni imputati, come i fratelli Antonio e Domenico Mancuso, la Dda ha inoltre chiesto una perizia fonica per la trascrizione di intercettazioni del dicembre 2018.
Il procedimento in corso
Mentre il capitolo relativo al rito abbreviato approda ora davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro, il troncone celebrato con rito ordinario del maxiprocesso è tuttora in corso dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia e l’istruttoria dibattimentale si avvia verso la conclusione con le ultime udienze prima dell’inizio della requisitoria della pubblica accusa rappresentata in aula dai pm Annamaria Frustaci e Irene Crea e le discussioni dell’ampio collegio difensivo.









