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10 Marzo 2026
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San Luca, indagini in corso sulla scoperta del bunker: forse destinato a nascondere un latitante delle ‘ndrine locali

Il nascondiglio in cemento armato nel cuore dell’Aspromonte: potrebbe essere stato preparato per la latitanza di un esponente delle cosche di ’ndrangheta

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Un bunker nascosto dietro la parete di un’abitazione privata ancora in costruzione è stato scoperto a San Luca, nel cuore dell’Aspromonte reggino. Il ritrovamento ha immediatamente fatto scattare le indagini dei carabinieri, che ora cercano di capire a chi appartenesse lo stabile e quale fosse la reale funzione del rifugio segreto.
Secondo le prime ipotesi investigative, il locale sotterraneo potrebbe essere stato realizzato per ospitare la latitanza di un esponente delle cosche locali di ’ndrangheta, ma al momento nessuna pista viene esclusa.

Il bunker nascosto dietro una parete

La scoperta è avvenuta durante controlli straordinari del territorio condotti dai carabinieri della Compagnia di Bianco insieme ai militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia.
Nel corso delle verifiche, i militari hanno individuato un bunker perfettamente occultato dietro la parete di un’abitazione privata ancora in fase di costruzione. Il nascondiglio era progettato per risultare invisibile a un primo sguardo.
All’interno della struttura era stata realizzata una botola a scomparsa che conduceva a un locale interrato, costruito in cemento armato per garantire massima protezione e riservatezza.

Un locale sotterraneo di tre metri per tre

Il bunker individuato dai carabinieri presenta dimensioni di circa tre metri per tre e un’altezza di circa tre metri. Una struttura compatta ma sufficiente per ospitare una persona o per nascondere materiali illegali.
Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi: oltre alla possibile latitanza di un affiliato alle cosche, il locale potrebbe essere stato utilizzato anche come deposito clandestino per armi o droga.

Indagini per individuare i proprietari

Le indagini, coordinate dalla Procura di Locri, sono ora concentrate su un punto chiave: risalire ai proprietari dell’immobile e a chi abbia materialmente realizzato il bunker.
Nel frattempo i carabinieri stanno estendendo i controlli anche nelle aree circostanti, con l’obiettivo di verificare se nel territorio possano esistere altri nascondigli simili costruiti con la stessa tecnica.
Gli accertamenti proseguono e gli investigatori mantengono il massimo riserbo, mentre nessuna ipotesi viene esclusa sul ruolo che il bunker avrebbe potuto avere nelle attività delle ’ndrine locali.

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