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12 Marzo 2026
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Parco del Neto, Bruno: “Progetto strategico per la Calabria”. E rilancia l’allarme sulla bonifica di Crotone

Il consigliere regionale al convegno di Santa Severina: “La natura è la nostra ricchezza. Ma il risanamento ambientale del crotonese non può più aspettare”

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La valorizzazione delle risorse naturali e il rilancio del territorio calabrese passano anche dall’istituzione del Parco regionale del Neto. È il messaggio lanciato dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenuto al convegno “Dopo la ciclovia: istituzione del Parco regionale del Neto”, che si è svolto alle Scuderie del Castello di Santa Severina.
Nel corso dell’incontro è stato proiettato anche il docufilm “Neaithos”, prodotto da Antonio Grimaldi, che racconta il territorio attraversato dal fiume Neto e le sue potenzialità ambientali e paesaggistiche. Un’area che, secondo i promotori dell’iniziativa, potrebbe diventare uno degli assi principali dello sviluppo sostenibile della Calabria.

“Una straordinaria infrastruttura naturale”

Nel suo intervento Bruno ha evidenziato il valore strategico del progetto del Parco del Neto, indicandolo come uno strumento capace di costruire una nuova visione di sviluppo regionale fondata sulla tutela dell’ambiente.
“Il Parco del Neto può diventare uno di quei progetti capaci di segnare il futuro del territorio. La natura è la nostra ricchezza principale e il Neto rappresenta una straordinaria infrastruttura naturale che collega la Sila al mare, un sistema ambientale unico che può diventare un punto di eccellenza sotto il profilo naturalistico, turistico ed economico”, dichiara Bruno.
Secondo il consigliere regionale, la filosofia dei parchi naturali è strettamente legata alla rinaturalizzazione dei territori e alla tutela dei corsi d’acqua, troppo spesso esposti a fenomeni di abusivismo, scarichi illegali e utilizzo improprio del suolo.
“Pensare a un parco fluviale – aggiunge – significa recuperare il rapporto tra territorio e ambiente e restituire valore alle nostre risorse naturali“.

Un progetto condiviso per tutta la Calabria

Per Bruno, la nascita del Parco del Neto deve diventare un progetto unitario e condiviso, capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e comunità locali.
“Un progetto di questa portata non può appartenere a una parte politica, ma deve appartenere alla Calabria. Serve un percorso inclusivo che porti alla definizione di una proposta di legge regionale per l’istituzione del Parco del Neto, costruita con il contributo della Regione e dei territori coinvolti”, prosegue il capogruppo di Tridico Presidente.

L’appello sulla bonifica dell’area industriale di Crotone

Accanto al tema della valorizzazione ambientale, Bruno ha però richiamato l’attenzione su una questione irrisolta che da anni pesa sul territorio crotonese: la bonifica dell’area industriale di Crotone.
“Crotone è stata per decenni uno dei poli industriali più importanti del Mezzogiorno, ma oggi non può essere ricordata come uno dei territori più inquinati del Sud. L’operazione di bonifica è ferma da troppo tempo e rischia di restare su un binario morto”, sostiene.
Il consigliere ha quindi rivolto un appello diretto all’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, presente all’incontro, chiedendo un impegno più forte della Regione per rilanciare le attività di risanamento.
“La bonifica dell’area industriale deve tornare al centro dell’agenda regionale – sottolinea Bruno – perché Crotone deve poter recuperare il proprio futuro. Non possiamo accettare che un territorio che ha pagato un prezzo così alto sul piano ambientale e sanitario resti ancora oggi senza risposte”.

“Servono più controlli sui cantieri della bonifica”

Bruno ha poi evidenziato la carenza di figure ispettive necessarie a vigilare sui lavori di bonifica dei siti inquinati, sottolineando come da anni non vengano istituiti i posti di ispettori Spisal necessari a garantire controlli adeguati.
Su questo punto il consigliere regionale ha ricordato di aver presentato un’interrogazione insieme alla collega Elisabetta Barbuto, chiedendo alla Regione di intervenire per rafforzare il sistema di vigilanza.
“Quando si parla del futuro dei nostri territori – conclude Enzo Bruno – non possono esserci divisioni politiche. Il Parco del Neto può essere una grande occasione per questo territorio e per tutta la regione“.

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