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14 Marzo 2026
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Roma, tensione al corteo: bruciati cartelloni con Meloni e Nordio tra fumogeni e slogan

Alcuni manifestanti hanno bruciato due cartelloni con l’immagine della premier Giorgia Meloni. In uno la presidente del Consiglio era raffigurata con il ministro Carlo Nordio, nell’altro insieme al premier israeliano Benjamin Netanyahu

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Momenti di tensione durante il corteo di protesta a Roma contro il governo Meloni, la guerra e il referendum sulla giustizia. Nel corso della manifestazione alcuni manifestanti hanno dato alle fiamme due cartelloni con l’immagine della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, utilizzando fumogeni. L’episodio si è verificato in piazza dell’Esquilino, mentre il corteo attraversava le strade della capitale.

Il cartellone con Meloni e il ministro Nordio

Uno dei cartelloni bruciati raffigurava la premier Giorgia Meloni insieme al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Nell’immagine la presidente del Consiglio appariva mentre teneva al guinzaglio e con la museruola il ministro, accompagnata dalla scritta “No al vostro referendum”, un chiaro riferimento alla consultazione sulla riforma della giustizia. Il cartellone è stato distrutto tra fumogeni e cori di protesta lanciati da alcuni manifestanti presenti al corteo.

L’immagine con Netanyahu e la protesta sulla guerra

Un secondo cartellone mostrava invece una stretta di mano tra Giorgia Meloni e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Accanto all’immagine compariva la scritta “No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati”, slogan legato alle proteste contro la guerra in Medio Oriente. Anche questo cartellone è stato dato alle fiamme durante la manifestazione, tra bandiere e fumogeni.

La manifestazione contro governo, guerra e referendum

L’episodio si inserisce nel contesto della manifestazione nazionale organizzata a Roma dal Comitato per il “No sociale”, che ha portato in piazza studenti, lavoratori e movimenti. Il corteo è partito da piazza della Repubblica ed è diretto verso San Giovanni, con slogan contro il governo Meloni, la guerra e il referendum sulla giustizia previsto nelle prossime settimane.

La posizione delle Camere Penali

Sull’accaduto è intervenuto anche il Comitato Camere Penali per il Sì alla riforma costituzionale, che ha espresso solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo il rogo di alcuni cartelloni con le loro immagini avvenuto durante una manifestazione a Roma.

Secondo il Comitato, “si tratta di un episodio grave che dimostrerebbe come il clima della campagna referendaria abbia ormai superato i limiti di un confronto democratico e civile”. Le Camere Penali ribadiscono inoltre il loro sostegno alla riforma, definita “liberale e progressista”, sostenendo che l’obiettivo sia quello di “rendere il sistema giudiziario più efficiente e garantista, senza mettere in discussione l’autonomia della magistratura”.

Nel comunicato si sottolinea anche come la riforma punti a “riportare il Consiglio Superiore della Magistratura al ruolo originariamente previsto dalla Costituzione, ovvero quello di organo di garanzia libero da logiche correntizie e da condizionamenti esterni”.

Le Camere Penali hanno inoltre criticato l’atteggiamento dell’Associazione Nazionale Magistrati, accusata di “aver alimentato un clima di tensione attraverso una campagna basata su timori ritenuti infondati e su accuse considerate offensive verso gli elettori favorevoli alla riforma”. Secondo il Comitato, “dichiarazioni che hanno associato il voto favorevole a indagati o criminali avrebbero contribuito ad avvelenare il dibattito pubblico”.

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