Il settore del trasporto aereo attraversa una fase di estrema criticità dovuta all’impennata dei costi energetici, con ripercussioni dirette sulle rotte considerate vitali per la mobilità nazionale. Ospite di Rtl 102.5, il leader della Lega e Ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha svelato le forti pressioni ricevute dai vettori aerei per un adeguamento al rialzo delle tariffe, specialmente per le tratte agevolate. “Le compagnie mi chiedono di aumentare il prezzo dei biglietti per i cittadini, anche per la continuità territoriale, per la Sardegna, per la Sicilia, per la Calabria, per il Friuli, io per il momento sono riuscito a tenere tutto fermo”, ha dichiarato il Ministro, evidenziando il delicato equilibrio tra le esigenze dei bilanci aziendali e il diritto alla mobilità dei residenti nelle aree periferiche e insulari.
Nessun ritorno alle restrizioni, ma l’incognita resta il cherosene
Il Ministro ha escluso categoricamente l’ipotesi di misure drastiche o razionamenti che richiamino i periodi più bui della gestione pandemica, rassicurando il sistema produttivo e scolastico. “Non sono allo studio né razionamenti né targhe alterne né chiusura delle fabbriche, delle scuole, didattica a distanza. Tornare ai tempi del Covid mi fa inorridire al solo pensiero” ha ribadito con fermezza. Tuttavia, la tenuta dei prezzi dei voli resta appesa a variabili macroeconomiche fuori dal controllo diretto del Governo: “Sicuramente il carburante per aerei è quello che è raddoppiato nell’arco di alcuni giorni. È chiaro che se il conflitto, il caro gasolio, il caro cherosene andasse avanti per altre settimane sarebbe complicato tenere tutto fermo. Quello del trasporto aereo è l’unico vero problema contingente”.




