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19 Aprile 2026
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Tra sanità al collasso e nuove poltrone in Regione, il Codacons chiede il sequestro delle nomine

Il presidente Di Lieto denuncia il "falso ideologico" e il "sabotaggio del referendum"

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La denuncia di Francesco Di Lieto scuote i palazzi della Regione: depositato un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti. Sotto accusa le nomine dei sottosegretari e il blocco dell’iter referendario.
In una Calabria segnata da emergenze croniche e servizi essenziali ridotti al lumicino, il contrasto tra le necessità dei cittadini e le priorità del Palazzo appare, secondo il Codacons, più stridente che mai. Francesco Di Lieto, presidente dell’associazione in Calabria, apre il suo atto d’accusa partendo proprio dalla crisi del sistema sanitario regionale.
In una terra dove il diritto alla salute continua a rimanere un miraggio e le liste d’attesa sono infinite, la macchina del potere si muove con efficienza solo per blindare nuove cariche“, esordisce Di Lieto.
Per il presidente del Codacons, siamo di fronte a un paradosso inaccettabile che ha spinto l’associazione a depositare una denuncia alla Procura della Repubblica e un esposto alla Corte dei Conti.

Il nodo del contendere: il referendum negato

Al centro della battaglia legale c’è il blocco del referendum sullo Statuto regionale, uno strumento attivato per permettere ai calabresi di esprimersi sulla legge che ha introdotto la figura dei Sottosegretari. Secondo Di Lieto, si sta consumando una manovra ostruzionistica per impedire il voto popolare.
“L’iter referendario è oramai paralizzato dal mese scorso nei cassetti del Consiglio Regionale. La procedura era stata attivata da cinque cittadini elettori, ma manca una pubblicazione sul BURC che la legge impone sia ‘immediata’. In Calabria un atto dovuto è stato trasformato in un’arma di ostruzionismo per far scadere il termine del 3 giugno” denuncia apertamente il presidente di Codacons Calabria.

La ghigliottina del 3 giugno e il sabotaggio della democrazia

Il termine di giugno rappresenta uno spartiacque decisivo. Se la macchina burocratica non si sblocca, il diritto dei cittadini a raccogliere le firme e richiedere la consultazione verrebbe meno, rendendo la legge definitiva e le cariche appena create intoccabili.
“Questa data è una ‘ghigliottina’ fissata dalla Costituzione. Negando la pubblicazione immediata, il Segretariato Generale ha scientemente sabotato il referendum. È un triste sequestro della sovranità popolare che avviene al solo scopo di tutelare le poltrone. Mentre il referendum viene congelato, la Giunta ha già nominato i primi Sottosegretari con decreti d’urgenza” prosegue Di Lieto.

L’accusa di falso ideologico e lo schiaffo alla povertà

Oltre alla questione democratica, il Codacons punta il dito sulla gestione economica dell’operazione. Se la legge istitutiva parlava di “invarianza finanziaria”, i fatti direbbero il contrario, configurando ipotesi di reato che ora sono al vaglio dei magistrati.
“Sostenere nel corpo di una legge che le modifiche statutarie sono ‘senza spese’ mentre si autorizzano spese milionarie per indennità e strutture non è solo uno schiaffo alla miseria di questa regione, è un reato. La legge n. 9/2026 dichiara una finta invarianza, ma la realtà parla di circa un milione di euro l’anno di costi aggiuntivi”, incalza Francesco Di Lieto.

Dall’omissione di atti d’ufficio al sequestro delle nomine

La denuncia presentata dal Codacons non si limita a una critica politica, ma elenca una precisa sequenza di illeciti ipotizzati: dall’omissione di atti d’ufficio all’attentato ai diritti politici, fino all’abuso d’ufficio volto a favorire l’apparato politico tramite lo sviamento di potere.
“Non potendo più aspettare, abbiamo chiesto alla Magistratura il sequestro preventivo del decreto di nomina n. 26/2026 ed il blocco di ogni spesa correlata. Parallelamente, alla Corte dei Conti abbiamo chiesto di accertare un danno erariale concreto e in progressivo aggravamento. Quando la burocrazia viene usata per soffocare la democrazia e coprire lo spreco di denaro pubblico, la parola deve passare necessariamente ai giudici”, conclude il presidente del Codacons.
Di Lieto riserva un’ultima stoccata anche alla dialettica politica: “Mentre le opposizioni collezionano post e la Giunta colleziona poltrone, qualcuno ha scelto di denunciare“.

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