× Sponsor
19 Aprile 2026
19 Aprile 2026
spot_img

Il conto dei garanti in Calabria: 1,4 milioni per gli “angeli dei diritti” e spunta il nuovo super-incarico da 40mila euro

La proposta di legge di Orlandino Greco istituisce una nuova figura in Consiglio regionale. Con l'indennità di funzione sarebbe il garante più pagato dopo quello della salute. Ma i dem e il gruppo Tridico attaccano: "Poltronificio"

spot_img

Prima i numeri, poi le polemiche. Perché il dibattito politico che si è acceso nelle ultime settimane nella I Commissione consiliare permanente della Regione Calabria — quella per gli Affari istituzionali — non può essere compreso senza uno sguardo al bilancio del Consiglio regionale, voce per voce.

Nel capitolo dedicato alle “Spese per organismi di garanzia, contributi e istituti vari”, per l’anno 2026 la Regione Calabria ha stanziato complessivamente 1.404.676 euro. Una cifra che comprende indennità, rimborsi spese e costi di funzionamento degli uffici di una galassia di figure istituzionali che presidiano i diritti più disparati: dall’infanzia alla disabilità, dalle persone detenute alle vittime di reato.

I garanti attualmente in carica percepiscono indennità di funzione piuttosto simili tra loro: 15.300 euro annui ciascuno per il Garante per l’infanzia e l’adolescenza (legge regionale 28/2004), il Garante dei diritti delle persone detenute (l.r. 1/2018), il Garante dei diritti delle persone con disabilità (l.r. 29/2022), il Garante per la tutela delle vittime di reato (l.r. 10/2023) e il Difensore civico (l.r. 4/1985). A questi si aggiungono le rispettive spese di funzionamento degli uffici, che oscillano tra i 14.340 euro del Difensore civico e i 20.064 euro dei garanti più recenti. Nel panorama delle indennità, spicca un’eccezione: il Garante della salute, istituito con la legge regionale 22/2008, che percepisce 50.000 euro annui di compenso — una soglia massima che lo colloca nettamente al di sopra degli altri.

La proposta di legge di Orlandino Greco

È in questo contesto che si inserisce la proposta di legge a firma di Orlandino Greco, presidente leghista della I Commissione consiliare, depositata il 27 marzo 2026. Il provvedimento prevede l’istituzione del Garante regionale per il sovraindebitamento e la crisi d’impresa, una figura indipendente da collocare presso il Consiglio regionale con funzioni di monitoraggio, coordinamento e promozione delle buone prassi nell’ambito delle procedure di gestione della crisi economico-finanziaria.

Il testo normativo si articola in undici articoli. Quanto al profilo economico, l’articolo 9 della proposta fissa il tetto massimo di spesa in 50.000 euro annui, ripartiti dalla relazione tecnica allegata in 40.000 euro di indennità di funzione e 10.000 euro di rimborso spese. Se approvata, la nuova figura percepirebbe un’indennità identica a quella del Garante della salute, diventando di fatto — con quei 40.000 euro di sola indennità — il garante meglio retribuito dopo quest’ultimo.

La relazione tecnico-finanziaria allegata alla proposta sostiene che dall’attuazione della legge “non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale”, poiché il personale di supporto sarebbe ricavato dall’organico già in servizio presso il Consiglio regionale, senza nuove assunzioni né incarichi esterni. La copertura finanziaria, si legge nel documento, troverebbe risorse nelle disponibilità già stanziate per il funzionamento degli organi istituzionali. Va tuttavia segnalata una criticità tecnica rilevata nel testo: nella proposta di legge non è indicato il capitolo di spesa nel bilancio armonizzato, circostanza che, secondo le norme contabili vigenti dal 2017, non sarebbe ammissibile.

Le funzioni previste e il quadro normativo

Secondo la proposta, il Garante dovrebbe monitorare l’applicazione sul territorio regionale del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (decreto legislativo 14/2019), raccogliere segnalazioni da cittadini e imprese, promuovere protocolli operativi uniformi tra gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC), segnalare eventuali disfunzioni operative al Ministero della Giustizia e favorire la diffusione della cultura della prevenzione del sovraindebitamento.

Tra le criticità operative che giustificherebbero l’intervento normativo, la relazione illustrativa cita i tempi eccessivamente lunghi nella nomina dei gestori della crisi, la mancanza di tutela nella fase preliminare tra la presentazione dell’istanza agli OCC e il deposito in tribunale, e le difficoltà di accesso al patrocinio a spese dello Stato per i soggetti più fragili economicamente. Il Garante verrebbe eletto dal Consiglio regionale a maggioranza dei componenti, durerebbe in carica cinque anni con possibilità di una sola conferma, e potrebbe esercitare contemporaneamente la propria attività professionale, con l’unico vincolo degli obblighi di astensione in caso di conflitto di interessi.

La polemica politica: “Poltronificio”

La proposta ha acceso le prime scintille già nelle sedute della I Commissione. L’opposizione ha attaccato su due fronti distinti: la legittimità giuridica dell’iniziativa e l’opportunità politica di creare una nuova figura retribuita.

Sul primo versante si è mosso il consigliere Enzo Bruno, che ha giudicato la proposta gravata da “evidenti profili di contrasto con la normativa nazionale”, sostenendo che “l’istituzione di un nuovo organismo interferirebbe con competenze attribuite per legge ai Tribunali e agli Organismi di composizione della crisi”. Per Bruno, le funzioni previste potrebbero essere tranquillamente svolte dagli uffici legali regionali, e la Regione “non può e non deve assumere un ruolo di assistenza sociale alle famiglie e alle imprese indebitate, poiché tali ambiti sono già normati e presidiati da soggetti competenti”.

Sul fronte dell’opportunità politica è intervenuto il dem Giuseppe Ranuccio, che ha inquadrato la proposta all’interno di “una sequenza di interventi normativi e istituzionali che alimentano il sospetto di un ‘poltronificio'”. Pur riconoscendo la delicatezza del fenomeno del sovraindebitamento, Ranuccio ha chiesto di “chiarire competenze, obiettivi e legittimità legislativa regionale, per non rischiare di istituire un organismo con capacità di intervento molto limitate“.

La guerra sulle poltrone

La proposta di Greco rientra in una battaglia politica più ampia che da settimane contrappone il centrodestra al centrosinistra sul tema degli incarichi istituzionali e dei relativi costi. Al centro della polemica principale c’è la nomina da parte del governatore Roberto Occhiuto del primo sottosegretario regionale (Ettore Figliolia), con la possibilità che quest’ultimo nomini a sua volta due collaboratori. Il capogruppo dem Ernesto Alecci ha colto l’ironia della situazione, riprendendo il claim della Regione per parlare di “Calabria straordinaria, soprattutto nel moltiplicare le poltrone“. Nel comunicare le cifre associate alla nuova struttura, Alecci ha calcolato che i sottosegretari “potranno percepire un compenso fino a circa 175.000 euro all’anno“, mentre uno dei collaboratori del collaboratore sarà prelevato dall’interno con un’indennità aggiuntiva di circa 1.000 euro al mese e l’altro dall’esterno con un compenso tra 2.500 e 3.000 euro al mese. “‘I Collaboratori del collaboratore'”, ha scritto Alecci con caustico sarcasmo, “potrebbe sembrare il titolo ironico di una commedia all’italiana, e invece qui in Calabria diventa triste realtà“. La maggioranza ha difeso in commissione la proposta sul Garante del sovraindebitamento, concordando lo svolgimento di audizioni degli Ordini professionali prima di procedere all’esame del testo. La partita, insomma, è tutt’altro che chiusa.

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE

spot_img