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13 Maggio 2026
13 Maggio 2026
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Hantavirus, caccia ai test e paura dei contagi invisibili: “Anche gli asintomatici possono trasmettere il virus”

Il microbiologo Broccolo lancia l’allarme: “C’è caos sui kit diagnostici”. Dubbi sulla trasmissione silenziosa del virus Andes mentre le Regioni avviano lo screening dei contatti

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Mentre cresce l’attenzione sanitaria attorno ai casi di Hantavirus, emerge un nuovo problema: quello dei test diagnostici. Per alcuni ceppi del virus esistono kit certificati per uso clinico, ma per il cosiddetto virus Andes – al centro dell’allerta sanitaria europea – la situazione appare molto più complicata. I test disponibili, infatti, sarebbero pochi e quasi tutti classificati come Ruo (Research Use Only), cioè approvati esclusivamente per attività di ricerca e non per la diagnosi clinica ufficiale. Una criticità che sta creando difficoltà ai laboratori regionali impegnati nelle attività di monitoraggio previste dalla circolare del Ministero della Salute.

Il microbiologo: “C’è caos, servono test sensibili”

A lanciare l’allarme è il microbiologo clinico Francesco Broccolo, docente dell’Università del Salento e responsabile della UOSD di Microbiologia e Virologia universitaria del Policlinico “Vito Fazzi”. Secondo l’esperto, la fase attuale richiede strumenti diagnostici estremamente affidabili: “Siamo in fase di screening attivo – spiega – cioè stiamo intercettando le persone che sono entrate in contatto con casi confermati. Per questo è fondamentale avere test clinicamente sensibili”. Broccolo sottolinea come limitare il tracciamento ai soli soggetti sintomatici potrebbe rivelarsi un errore: “Non ha senso controllare soltanto chi presenta sintomi, perché anche gli asintomatici potrebbero essere infettivi”.

Il dubbio sui contagi senza sintomi

Ed è proprio il tema della possibile trasmissione da parte di soggetti senza sintomi a preoccupare gli esperti. Secondo quanto riferito dal microbiologo, uno degli undici casi confermati finora dall’Organizzazione Mondiale della Sanità avrebbe manifestato i sintomi solo dopo l’esecuzione del test. Un elemento che alimenta i dubbi sulla possibilità di contagio anche durante la fase asintomatica. Uno scenario che, pur non essendo paragonabile a quello del Covid sul piano della diffusione, sta spingendo le autorità sanitarie a mantenere alta la soglia di attenzione.

Le Regioni avviano il monitoraggio

In diverse regioni italiane sono già partite le attività di sorveglianza sanitaria sui passeggeri entrati in contatto con i casi segnalati sui voli europei. Le autorità sanitarie stanno procedendo con isolamento precauzionale, monitoraggio clinico e screening dei contatti stretti, mentre resta aperto il nodo legato alla disponibilità di strumenti diagnostici adeguati. Sul fronte scientifico, intanto, cresce il confronto internazionale sulla reale capacità di trasmissione interumana del virus Andes, considerato uno dei ceppi più pericolosi della famiglia degli Hantavirus.

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