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14 Maggio 2026
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Emergenza amianto in Calabria: De Cicco presenta interrogazione urgente contro l’immobilismo della Giunta

Il Piano Regionale è scaduto dal 2022 bloccando di fatto le bonifiche e l'accesso ai fondi per i Comuni. Il consigliere dei Democratici Progressisti Meridionalisti chiede risposte immediate sulla tutela della salute pubblica.

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La gestione del rischio amianto in Calabria entra in una fase di acceso confronto politico dopo l’iniziativa di Francesco De Cicco. Il capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata direttamente al Presidente della Giunta regionale per denunciare una paralisi amministrativa che dura ormai da anni. Al centro della contestazione vi è il mancato aggiornamento del Piano Regionale Amianto Calabria (PRAC) e la sostanziale inattuazione della legge regionale 14/2011, pilastro normativo per la protezione della salute e la riqualificazione dei siti contaminati.

“Il PRAC è scaduto nel 2022 e da allora la Regione non ha fatto nulla – denuncia De Cicco – Questo immobilismo produce un danno gravissimo: i Comuni non possono accedere ai contributi per le bonifiche e migliaia di cittadini continuano a vivere accanto a tetti, capannoni e manufatti in amianto in stato di degrado”.

Le ripercussioni sanitarie e il blocco dei finanziamenti

L’atto ispettivo sottolinea come la persistenza di fibre di asbesto rappresenti una criticità ambientale non più rimandabile. Il ritardo accumulato nell’aggiornamento del Piano regionale sta generando un preoccupante vuoto operativo che impedisce l’avvio di nuove procedure e il completamento di quelle già in essere. Senza una strategia programmatoria aggiornata, i flussi finanziari restano congelati, lasciando gli enti locali privi degli strumenti necessari per intervenire su capannoni industriali e strutture degradate che minacciano la salubrità dell’aria e del suolo in numerosi centri calabresi.

De Cicco esige dalla Giunta una rendicontazione puntuale sulle ragioni di questo stallo e sulla reale entità delle risorse stanziate per il contrasto all’amianto. L’obiettivo è quello di comprendere quali azioni concrete la Regione intenda intraprendere per uscire dall’impasse e garantire un supporto tecnico e logistico ai Comuni, spesso lasciati soli a gestire una problematica complessa e dai costi elevati.

“Non possiamo continuare a ignorare una problematica che riguarda direttamente la salute pubblica – prosegue De Cicco – In Calabria esistono aree, edifici pubblici e strutture industriali dove l’amianto è presente da anni senza che vi sia stata una strategia concreta di bonifica e messa in sicurezza”.

Verso un nuovo modello di governance ambientale

Oltre alla denuncia, l’interrogazione avanza una proposta strutturale per superare la crisi attuale tramite la creazione di uno Sportello Regionale Amianto. Tale organismo dovrebbe agire come una vera e propria cabina di regia centralizzata, incaricata di affiancare le amministrazioni locali nelle pratiche di bonifica e di assicurare la massima trasparenza nell’assegnazione dei contributi pubblici. L’idea è quella di snellire i processi burocratici per trasformare la lotta all’amianto da emergenza cronica a percorso programmato di risanamento del territorio calabrese.

La pressione sul governo regionale è destinata a crescere, poiché la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ambiente richiedono una pianificazione che non può più attendere i tempi della burocrazia. La risoluzione di questa controversia rappresenta un banco di prova decisivo per la capacità della Regione di rispondere a una delle piaghe ambientali più persistenti del Mezzogiorno.

“Serve una risposta immediata e soprattutto serve assumersi delle responsabilità politiche – conclude il consigliere regionale – La Calabria non può restare ferma mentre il problema amianto continua a crescere nel silenzio generale”.

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