L’Università Mediterranea di Reggio Calabria non si limita a istruire, ma cresce a ritmi vertiginosi, dimostrando che il Sud può essere un polo d’attrazione accademica di prim’ordine.
Proprio in questi giorni, l’ateneo ha aperto le porte alla commissione Anvur per la visita di accreditamento periodico, trasformando l’ispezione ministeriale in una vera e propria vetrina per i successi raggiunti.
Tra il 12 e il 14 maggio, il confronto sulla qualità della formazione e della ricerca ha confermato un trend che non lascia spazio a dubbi: l’ateneo reggino è in piena salute.
Numeri da record: la carica dei 5.500 nuovi studenti
I dati presentati durante la visita descrivono un’istituzione capace di intercettare i desideri delle nuove generazioni.
Per l’anno accademico 2025-2026, i corsi di studio hanno superato la soglia dei 5.500 iscritti, segnando un incremento delle immatricolazioni superiore al 15% rispetto all’anno precedente. Se si allarga lo sguardo al biennio, il dato diventa ancora più impressionante: la crescita si attesta intorno al 38% rispetto a due anni fa.
Non è solo una questione di banchi pieni, ma di un’attrattività ritrovata che premia l’efficacia della didattica e dei servizi offerti.
Un tesoretto per lo sviluppo: bilancio in attivo di 6,5 milioni
La crescita accademica cammina di pari passo con una gestione economica oculata e lungimirante. Il 2025 dell’Università Mediterranea si chiude infatti con un bilancio di esercizio in attivo e un utile che supera i 6,5 milioni di euro.
Si tratta di ossigeno puro per il futuro della ricerca e dell’edilizia universitaria. “Un risultato concreto che rafforza la stabilità finanziaria e apre una fase di sviluppo importante per l’ateneo reggino”, ha commentato con soddisfazione il rettore Giuseppe Zimbalatti, sottolineando come la solidità economica sia il prerequisito fondamentale per ogni progetto di miglioramento.
Il rettore Zimbalatti: “Orgogliosi della nostra comunità coesa”
La visita degli ispettori ministeriali è stata vissuta come un esame di maturità superato a pieni voti.
“La visita della Commissione esperti di valutazione ha rappresentato per la nostra comunità accademica un’importante occasione di confronto e di verifica del percorso compiuto”, ha spiegato il rettore. Per Zimbalatti, il successo non è casuale ma frutto di un impegno corale: “Siamo orgogliosi del lavoro svolto per migliorare la qualità della didattica, della ricerca e dei servizi”.
Ora la palla passa all’Anvur per la relazione finale, ma l’ateneo guarda al futuro con ottimismo, forte di un sistema di qualità consolidato e di una comunità che il rettore definisce “coesa, motivata e inclusiva”.








