Tre comuni della provincia di Cosenza chiamati alle urne il 24 e 25 maggio 2026. Tre realtà molto diverse tra loro: una città che chiude un lungo ciclo amministrativo dopo quasi quindici anni, la “capitale” della Sila che torna al voto in anticipo dopo l’elezione della sindaca in Consiglio regionale, e un comune costiero commissariato dopo la crisi della maggioranza.
Sullo sfondo restano dinamiche che attraversano gran parte delle amministrative calabresi: liste civiche, accordi trasversali e partiti che continuano a pesare anche quando scelgono di non esporsi troppo.
Castrovillari: dopo Lo Polito si apre una nuova fase politica
Sedici anni di amministrazione, tredici consecutivi da sindaco con in mezzo un commissario. Domenico Lo Polito lascia la guida di Castrovillari dopo tre consiliature: sia pre così una partita completamente nuova per la città di Castrovillari.
A contendersi la fascia tricolore sono quattro candidati: Ernesto Bello, avvocato ed assessore uscente al Turismo, sostenuto dal centrosinistra guidato dal Partito Democratico, Anna De Gaio, capogruppo uscente di Fratelli d’Italia, candidata del centrodestra, Luca Donadio, anche lui avvocato, alla guida di un’area espressione civica ed Eugenio Salerno con la lista di ispirazione vannacciana “Futuro Castrovillari”.
De Gaio, presenza storica della destra cittadina — da Alleanza Nazionale fino a Fratelli d’Italia — ed ex vicesindaco durante l’amministrazione Blaiotta, è sostenuta da sei liste: Fratelli d’Italia, Forza Italia, “La Castrovillari che Vuoi”, Noi Moderati – Libertà è Democrazia, Azione Cittadina e Insieme per Castrovillari. La sua candidatura è nata da un accordo unitario del centrodestra, che punta a presentarsi compatto dopo anni di divisioni e opposizione.
Donadio ha invece costruito la propria coalizione nel corso degli ultimi due anni, partendo da un gruppo di sostenitori e arrivando a mettere insieme sei liste civiche — “Solidarietà e Partecipazione”, “Uniti Civicamente”, “Onda Civica”, “Patto per CV”, “Piazza in Movimento” e “Pace Salute Lavoro Castrovillari” — con oltre 90 candidati al consiglio comunale. Nel percorso ha raccolto anche il sostegno dei socialisti locali e del Movimento 5 Stelle cittadino.
Salerno, già presidente del Consiglio comunale ed ex coordinatore cittadino della Lega, guida a livello locale il comitato costituente di “Futuro Nazionale”, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci. Con la lista “Futuro Castrovillari” punta a intercettare un elettorato che non si riconosce né nel centrodestra tradizionale né nella sinistra.
Con sedici liste e 255 candidati al consiglio comunale, Castrovillari arriva al voto con numeri particolarmente alti. Politicamente, il centrosinistra prova a raccogliere l’eredità dell’amministrazione uscente puntando però su una leadership nuova, mentre il centrodestra tenta il rilancio dopo anni all’opposizione.
L’ipotesi ballottaggio, in uno scenario così frammentato, resta più che concreta, considerando anche la forza e la presa del civismo, terzo incomodo tra i due schieramenti classici.
San Giovanni in Fiore: il voto anticipato e il caso della successione politica
A San Giovanni in Fiore si vota con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato. Il motivo è legato all’elezione della sindaca Rosaria Succurro in Consiglio regionale, incarico incompatibile con la permanenza alla guida del Comune.
Dopo la sua decadenza, la sindaca facente funzioni Claudia Loria ha nominato assessore il marito Marco Ambrogio, affidandogli deleghe centrali come Lavori Pubblici, Urbanistica, Bilancio e Personale.
Sono gli stessi settori che Succurro aveva seguito direttamente durante la fase più intensa del proprio mandato. La candidatura di Ambrogio è stata poi ufficializzata nel corso di un’assemblea cittadina di Forza Italia presieduta dalla stessa Succurro, oggi commissario azzurro del partito.
Da tempo, in città, Ambrogio veniva indicato come il principale riferimento politico dell’amministrazione pur senza aver mai ricoperto incarichi elettivi. La sua candidatura è stata interpretata da parte dell’opposizione come il tentativo di mantenere continuità politica attraverso una figura interna alla stessa cerchia familiare.
Nel corso del comizio di lancio, lo stesso Ambrogio ha inoltre anticipato pubblicamente il possibile ingresso di Succurro nella giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto, come rivelato da Calabria7.
Ambrogio si presenta sostenuto da dieci liste e 160 candidati, con l’obiettivo dichiarato di chiudere la partita già al primo turno.
Sul fronte opposto, gli sfidanti si sono distribuiti su tre candidature. Luigi Candalise, 35 anni, imprenditore laureato in Economia, è il candidato del centrosinistra sostenuto da Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi e Sinistra e dal movimento civico “Spontaneamente”.
Giuseppe Belcastro, 67 anni, già sindaco dal 2015 al 2020 e storico sindacalista della Cisl, torna in campo con il Comitato Civico 18 Gennaio, appoggiato dall’ex governatore Mario Oliverio, e una sola lista, facendo leva soprattutto sul radicamento nel mondo della forestazione e del lavoro precario.
Nel 2020 il Partito Democratico gli preferì Domenico Lacava alle primarie, aprendo una frattura politica mai completamente ricomposta.
Concorre infine Antonio Barile, commercialista ed ex sindaco per due mandati, con una lista civica autonoma.
Le liste della quinta candidata inizialmente in corsa, Stefania Fratto, sono state ricusate dalla Commissione elettorale circondariale di Cosenza.
La sfida resta quindi a quattro, con il centrodestra che sembra partire da una posizione di vantaggio ma anche con le polemiche legate a un passaggio di consegne che diversi osservatori considerano troppo nepotista.
Villapiana: dopo il commissariamento il paese torna al voto
Nei comuni sotto i 15mila abitanti, che non prevedono quindi la fase di ballottaggio, curioso il caso di Villapiana, circa 5.400 abitanti sulla costa ionica cosentina, che torna alle urne dopo appena due anni.
L’amministrazione guidata da Vincenzo Ventimiglia, eletta nel giugno 2024, è durata poco più di un anno e mezzo. A gennaio 2026 il consiglio comunale è stato sciolto dopo le dimissioni di otto consiglieri, tra cui Paolo Montalti, ex sindaco e ricandidato, che nella mozione parlavano di una lunga fase di immobilismo amministrativo. Da lì il commissariamento disposto dalla Prefettura.
Sul piano amministrativo pesa soprattutto la questione finanziaria: il Comune è gravato dal predissesto finanziario. Il prossimo sindaco, quindi, avrà in gran lavoro da fare per bonificare i conti.
I candidati in corsa sono due. Da un lato Paolo Montalti, avvocato ed ex sindaco per due consiliature, sostenuto da Forza Italia con la lista civica “La Villapiana che Vogliamo”.
La sua ultima esperienza amministrativa si era però conclusa con una sfiducia da parte dell’allora maggioranza, episodio che aveva già portato a un primo commissariamento del Comune.
Dall’altro lato c’è Mariolina De Marco, imprenditrice attiva nei settori del turismo e dell’automotive, candidata con la lista “Villapiana Sarà”.
De Marco aveva partecipato alle regionali del 2025 nella lista della Lega, raccogliendo circa 1200 preferenze.
Per le comunali ha ottenuto l’appoggio esplicito di Fratelli d’Italia e il sostegno, senza simbolo, di esponenti locali vicini al Partito Democratico.
Una convergenza politica insolita, che ha generato tensioni anche all’interno del Pd provinciale. Il segretario Matteo Lettieri ha chiarito che il partito “non parteciperà alle elezioni” con il proprio simbolo, respingendo l’idea di un accordo ufficiale con il centrodestra. Il segretario cittadino Joseph Guida ha invece spiegato di aver indicato De Marco come “la migliore proposta attuale”, senza impegnare formalmente il partito.
Dal canto suo, De Marco ha rivendicato il carattere civico della propria lista, sostenendo che l’alleanza non debba essere letta come “l’unione del diavolo e dell’acqua santa”, ma come una risposta pragmatica a una fase difficile per il Comune.
Il primo obiettivo, ha spiegato, resta affrontare l’emergenza finanziaria e gestire un bilancio fortemente sotto pressione.
Quello di Villapiana non è comunque un caso isolato. Dinamiche trasversali simili si erano già viste a Paola, con l’elezione del socialista Roberto Perrotta anche grazie ai voti della Lega, e a Rende, dove Sandro Principe aveva ricevuto il sostegno di Italia del Meridione, movimento vicino alle posizioni del Carroccio sull’autonomia.
Villapiana, infine, è stato – proprio di recente – involontario baricentro delle cronache politiche a causa di uno scontro tra la deputata vicepresidente del M5S, Vittoria Baldino, e l’assessore regionale all’agricoltura, il forzista Gianluca Gallo.
In molti comuni calabresi, insomma, le liste civiche finiscono ormai per diventare il terreno su cui convivono alleanze che con i simboli ufficiali dei partiti sarebbero molto più difficili da spiegare.








