Assunzioni formalizzate per gli amici di letto e di partito, con pubblici ufficiali che avrebbero sfruttato il proprio ruolo per soddisfare interessi privati, elargendo risorse pubbliche per erogare stipendi al proprio cerchio magico, violando norme che disciplinano il reclutamento ed il conferimento di incarichi in società a controllo pubblico. Con un tornaconto personale, viaggi e trasferte messi sul conto della Regione e favori in Resort in cambio dell’aiutino per ottenere fondi pubblici. Arriva una nuova richiesta di rinvio a giudizio per il super dirigente della Regione Domenico Maria Pallaria, 66 anni, domiciliato a Lamezia Terme, coinvolto insieme ad altri 25 imputati tra dirigenti regionali, professionisti, politici e due finanzieri nell’inchiesta che ruota intorno ad un sistema illecito stabile e strutturato, attivo su più livelli amministrativi, in particolare nei settori dell’urbanistica, dell’edilizia, della protezione civile e della pianificazione territoriale.
Le parti offese
Una nuova richiesta di rinvio a giudizio, scevra di alcuni capi di imputazione ormai prescritti, resasi necessaria dopo che in aula, nel corso dell’udienza preliminare l’avvocato difensore Aldo Ferraro aveva eccepito la nullità dell’avviso di conclusione delle indagini per difetto dell’interrogatorio richiesto e non avvenuto e gli atti erano tornati in Procura. Adesso il sostituto procuratore Marco Petrillo, che ha individuato tra le parti offese anche la Regione Calabria, l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’interno, ha proceduto a fa notificare una nuova richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare inizierà il 23 giugno per essere nuovamente riunita alla posizione di altri 24 imputati (LEGGI)
Posti di lavoro in cambio di favori
Secondo le ipotesi di accusa, Pallaria all’epoca dei fatti, dirigente generale reggente del Dipartimento di presidenza e della struttura Unità Organizzativa Autonoma “Protezione Civile”, il quale nell’esercizio delle sue funzioni e dei suoi poteri, avrebbe dato un posto di lavoro in cambio di favori sessuali a Giovanna Belvedere. Quest’ultima era collocata in posizione utile nella short list di esperti bandita dalla Regione Calabria il 5 novembre 2018 nella sezione “Senior Area Informatica” e il super dirigente si sarebbe attivato per una sua assunzione nell’Azienda Calabria Lavoro, ente pubblico economico strumentale della Regione Calabria. Pallaria avrebbe contattato il dirigente generale di Azienda Calabria Lavoro Giovanni Forciniti indicandogli proprio la Belvedere, anche se non sarebbe stata la persona più qualificata tra quelle inserite nella short list di esperti, conferendole l’incarico di “collaborazione per supporto al dipartimento di Presidenza” con un decreto a firma di Forciniti nella U.O.A. della Protezione Civile. Un’assunzione avvenuta senza l’indizione di una procedura pubblica di reclutamento, e senza la previa verifica dell’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili all’interno dell’amministrazione. Anzi. Su istigazione di Pallaria, Forciniti avrebbe attestato falsamente che “l’Ente non disponeva di risorse umane sufficienti per soddisfare la richiesta” di personale tecnico-amministrativo, nonostante non fosse stata effettuata alcuna ricognizione interna e che la Belvedere, tra tutti, fosse il soggetto maggiormente qualificato per ricoprire il ruolo, sebbene altri soggetti all’interno della short list avesse competenze più elevate. Tutto questo per ricevere in cambio notti infuocate.
Contributi regionali in cambio soggiorni gratis in Resort
Pallaria, tra l’altro, si sarebbe messo a disposizione dell’imprenditore Francescantonio Stillitani per fargli ottenere un contributo regionale da investire nelle proprie attività turistico- alberghiere, dopo il parere contrario del dirigente vicario alle Attività produttive. Pallaria si sarebbe attivato per garantirgli un successivo parere favorevole e lo sblocco dell’iter procedimentale, travalicando i poteri del proprio ufficio e asservendo la propria funzione pubblica agli interessi privati di Stillitani: avrebbe chiamato e fatto interessare i dirigenti e i funzionari preposti al rilascio del parere, mettendoli in contatto con Stillitani, organizzando degli incontri e informando l’imprenditore delle modifiche necessarie da apportare al progetto. In cambio Pallaria avrebbe ricevuto un soggiorno gratuito all’interno di un Resort di proprietà di Stilltani, ottenendo una scontistica sui suoi amici e conoscenti e la disponibilità dell’imprenditore ad accogliere anche gratuitamente nelle sue strutture alberghiere le persone segnalate da Pallaria, promettendogli di assumere nelle proprie strutture alberghiere, almeno in due occasioni, due soggetti segnalati dal superdirigente.
Appalti agevolati
Altro capitolo inquietante è l’intreccio tra Pallaria e il gruppo Vittadello, attivo nel settore dei rifiuti e delle dighe. Pallaria e Luigi Incarnato, liquidatore della Sorical, avrebbero ricevuto utilità e soggiorni pagati in cambio di agevolazioni negli appalti, come quello per la diga del Menta e per l’impianto di Alli a Catanzaro. Entrambi si sarebbero accordati con Giada Fulini, la quale agiva nell’interesse della società Vittadello, per l’affidamento della gestione della diga del Menta, elaborando un meccanismo che consentisse di non indire una gara pubblica.









