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30 Maggio 2026
30 Maggio 2026
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Orrore a scuola, maestro ai domiciliari: “Palpeggiava le alunne in classe”

Un insegnante di una scuola primaria di Oria, nel Brindisino, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata su minori. Determinanti le segnalazioni dei genitori, le testimonianze delle bambine e le registrazioni raccolte dagli investigatori

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Una vicenda che scuote il mondo della scuola e l’intera comunità di Oria, in provincia di Brindisi. Un maestro di una scuola primaria è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune alunne minorenni.

La misura cautelare è stata eseguita dai Carabinieri della stazione di Oria, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura della Repubblica.

L’indagine partita dalle segnalazioni dei genitori

L’inchiesta è nata dopo alcuni racconti fatti dalle bambine alle loro famiglie. I genitori, allarmati dalle confidenze ricevute dalle figlie, si sono rivolti alla dirigente scolastica segnalando comportamenti ritenuti particolarmente gravi e preoccupanti. Da qui è scattata l’attività investigativa coordinata dalla Procura di Brindisi e condotta dai militari dell’Arma, che hanno avviato una serie di accertamenti per verificare quanto denunciato. Secondo gli investigatori, le verifiche svolte avrebbero consentito di delineare un quadro indiziario considerato particolarmente significativo nei confronti dell’insegnante.

Filmati, audio e testimonianze: gli elementi raccolti dagli investigatori

Nel corso delle indagini sarebbero stati acquisiti anche filmati e registrazioni audio che, secondo l’accusa, documenterebbero presunti contatti fisici inappropriati nei confronti delle alunne. Gli episodi contestati si sarebbero verificati soprattutto in momenti in cui il docente si trovava senza la presenza di altri insegnanti o quando le bambine si avvicinavano alla cattedra. Un ruolo centrale nell’inchiesta sarebbe stato svolto dalle dichiarazioni delle minori, considerate dagli inquirenti dettagliate, coerenti e convergenti. Le bambine avrebbero raccontato quanto accadeva non solo ai genitori ma anche ad altre insegnanti dell’istituto, successivamente ascoltate dai Carabinieri come persone informate sui fatti. Le testimonianze raccolte avrebbero confermato il disagio manifestato dalle alunne e i tentativi di evitare il contatto con il docente.

I precedenti disciplinari dell’insegnante

Dagli approfondimenti investigativi sarebbe inoltre emerso che il maestro era già stato destinatario, in passato, di provvedimenti disciplinari. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’insegnante avrebbe subito una sospensione dal servizio per comportamenti ritenuti analoghi a quelli oggetto dell’attuale procedimento giudiziario. Un elemento che gli investigatori avrebbero inserito nel quadro complessivo delle verifiche svolte.

La decisione del gip: arresti domiciliari

Valutando gli elementi raccolti nel corso dell’indagine, il gip del Tribunale di Brindisi ha ritenuto sussistenti gravi indizi e concrete esigenze cautelari. Nel provvedimento vengono richiamati, in particolare, il rischio di inquinamento probatorio e quello di una possibile reiterazione di condotte analoghe. Per queste ragioni il giudice ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato deve essere considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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