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31 Maggio 2026
31 Maggio 2026
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La lezione di Aquilani entra nella storia del club. Il futuro è tutto da scrivere ma la strada del Catanzaro è tracciata

La doppia finale si chiude tra le lacrime e gli applausi del pubblico giallorosso. Nonostante l'amarezza per un traguardo sfiorato, la società del presidente Noto traccia la strada per il futuro, mentre le big di massima serie corteggiano il tecnico.

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La doppia finale contro il Monza non è bastata per centrare la promozione diretta, ma l’impresa del Catanzaro è già scolpita nella storia del club. La formazione giallorossa è andata a un passo dal sovvertire ogni logica e gerarchia del calcio moderno, mettendo in seria difficoltà una vera e propria corazzata e sfiorando il sogno della Serie A. Il miracolo sportivo è stato accarezzato grazie alle reti di due comprimari di una stagione memorabile, resa tale dall’apporto fondamentale di uno staff tecnico d’eccellenza guidato da Alberto Aquilani e da un gruppo di ragazzi terribili. Questo organico è stato sapientemente costruito sul mercato da Ciro Polito, direttore sportivo dalle idee chiarissime nel tradurre in realtà le linee guida tracciate dalla società del presidente Floriano Noto.

L’orgoglio giallorosso e le lacrime di Monza

L’annata calcistica si è conclusa a testa alta. Al triplice fischio i tesserati hanno guardato in faccia i propri sostenitori, condividendo un pianto liberatorio dopo una cavalcata favolosa. Le immagini delle lacrime versate da Alberto Aquilani, rincuorato sul campo dal tecnico vincente Paolo Bianco, hanno fatto il giro d’Italia. Altrettanto toccante è stato lo scatto dell’allenatore intento a consolare un piccolo tifoso giallorosso, un momento di commozione che ha contagiato l’intera squadra, rimasta per lunghi minuti a ricevere il tributo del pubblico. I sostenitori del Catanzaro sono accorsi in Lombardia da ogni angolo del Paese, superando indenni scioperi dei trasporti e peripezie di ogni genere. È stata una serata magica, dominata da abbracci, complimenti e dalla consapevolezza di aver lanciato un messaggio chiaro a tutto il movimento calcistico nazionale: una squadra con un DNA prettamente italiano può dire la sua anche di fronte a ricche proprietà straniere, scrivendo pagine epiche di storia e risvegliando l’orgoglio di una piazza rimasta per decenni ai margini del calcio professionistico, pur senza mai sprofondare nei dilettanti.

Il ritorno a casa e le basi per ripartire

I giallorossi sono rientrati in Calabria sommersi dagli elogi ma con l’amarezza di chi sa di aver sprecato molto. Nel tabellino finale, pur vincendo, è mancata una sola rete per interrompere un digiuno dalla Serie A lungo ben 43 anni. Ora l’imperativo è ripartire con la medesima umiltà e spensieratezza che hanno caratterizzato quest’ultimo ciclo, dando continuità alle due stagioni precedenti in cui la squadra ha sempre centrato l’obiettivo dei playoff, pur cambiando guida tecnica ogni anno. Nelle ore successive alla sfida è ancora prematuro parlare di conferme o di addii. La mente è rivolta all’ultimo campo violato davanti alla platea televisiva più grande mai registrata per un match del Catanzaro. Nelle prime ore del mattino di ieri la squadra è atterrata con un volo privato all’aeroporto di Lamezia Terme, dove ha trovato ad accoglierla un primo gruppo di sostenitori pronti a tributare il giusto onore, mentre le migliaia di tifosi presenti allo stadio stavano ancora affrontando il lungo viaggio di ritorno dalla Lombardia.

Il nodo panchina e le parole del tecnico

Il principale artefice di questo percorso è senza dubbio Alberto Aquilani. Alla sua seconda esperienza su una panchina professionistica dopo gli anni nei settori giovanili, il tecnico è stato magistrale nel modellare un gruppo composto da senatori del calibro di Antonini, Brighenti, Petriccione e del capitano Iemmello, integrando perfettamente giovani affamati di futuro come Cisse, Liberali, Favasuli, Frosinini e Alesi. Prestazioni che non sono passate inosservate, tanto che le sirene della massima serie stanno già squillando al telefono del tecnico di Montesacro. Prima di prendere qualsiasi decisione, l’allenatore incontrerà il presidente Floriano Noto per un confronto formale tra professionisti. A tal proposito, lo stesso Aquilani ha voluto fare chiarezza sulla situazione attuale: “A prescindere da tutto, con lui ci siamo detti che ci vogliamo bene. Ripartiamo da qui, abbiamo preso una bella botta ma siamo lucidi. Nessuno ha parlato del futuro perché ci siamo goduti un bel momento, ci vedremo con calma perché c’è grande rispetto. Non possiamo fare promesse, nel calcio bisogna stare attenti”.

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