Il dolore che si prova in Calabria per assenza di cure sanitarie grida vendetta davanti a Dio. Diventa disperazione quando si scrive al governatore regionale Roberto Occhiuto e non si hanno ancora risposte. Il racconto di un caso di malasanità del collega Pino Brosio fa riflettere sull’attenzione che ci mette la politica su uno dei servizi fondamentali alla popolazione calabrese.
Vent’anni di viaggi della speranza
Un figlio affetto da ‘Distrofia muscolare di Duchenne’ sin dai primi anni di vita, la Calabria senza centri specialistici in grado di curarlo, i suoi viaggi della speranza in direzione Bologna. Vent’anni di sacrifici che la signora Tonina Scattaretica ha sempre affrontato con coraggio, determinazione, con enormi sacrifici economici, ma senza mai battere ciglia perché l’amore di una mamma non conosce ostacoli, non sopporta limiti.
L’accordo che fa crollare il mondo addosso
Poi, improvvisamente, la Calabria sottoscrive un accordo con l’Emilia Romagna per limitare ai calabresi le possibilità di cura fuori regione e la signora Tonina si vede crollare il mondo addosso. Ormai temprata dal suo ventennale calvario non pensa, però, minimamente di mollare.
La lettera scritta a mano a Occhiuto
Mai chiesto nulla, mai preteso nulla, ma, per amore verso il suo bambino oggi diventato adulto, è pronta a bussare al cuore e all’anima di chi, stando nella stanza dei bottoni, può decidere. La donna, armata di penna e foglio di quadernone verga di proprio pugno, con stile fluido e carattere ben marcato, una lettera al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per raccontagli la sua storia fatta di notti insonni, rinunce e paure e chiedergli solo e soltanto un incontro.
“Inserire una postilla per salvare questi pazienti”
Un incontro, magari insieme alle altre mamme che vivono le stesse difficoltà , per guardarlo negli occhi e esortarlo a inserire nell’accordo siglato con l’Emilia Romagna una postilla in grado di salvaguardare i soggetti con distrofia muscolare che da sempre vengono seguiti e curati in una clinica specialistica di Bologna, consentendo loro di continuare ad avere gli stessi medici e le stesse cure che li mantengono in vita.
In Calabria non ci sono centri specialistici
Il tutto tenendo ben presente che in Calabria non esistono centri in grado di curare la ‘Distrofia muscolare di Duchenne’. La signora Tonina prima ricoverava il figlio per quindici giorni ogni sei mesi. Ora chiede di poterlo fare almeno una volta l’anno. Tutto è affidato alla sensibilità del presidente Occhiuto. L’accorata lettera di Tonina avrà un riscontro?









