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14 Giugno 2026
14 Giugno 2026
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Braccianti morti ad Amendolara, gli investigatori nella casa di Villapiana: sequestrati documenti e oggetti

La Procura di Castrovillari continua a ricostruire le ultime ore delle quattro vittime trovate senza vita nel minivan incendiato ad Amendolara. Intanto la comunità islamica di Trebisacce si è riunita in preghiera per ricordare i lavoratori deceduti

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Le indagini sulla morte dei quattro lavoratori stranieri trovati senza vita all’interno di un minivan incendiato lungo la Statale 106, nel territorio di Amendolara, proseguono senza sosta. Nelle ultime ore gli agenti della Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Castrovillari, hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione di Villapiana dove vivevano alcune delle persone coinvolte nella vicenda.

L’immobile, situato nel centro storico del paese, ospitava diversi lavoratori agricoli. Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, tra coloro che risiedevano nella struttura vi erano anche le quattro vittime del rogo, oltre ad altri cittadini stranieri impiegati nelle campagne del territorio.

Gli elementi raccolti dagli investigatori

Durante le attività di perquisizione gli investigatori hanno acquisito documenti, effetti personali e altro materiale ritenuto potenzialmente utile alla ricostruzione dei fatti. Gli accertamenti mirano a chiarire non soltanto le circostanze che hanno preceduto la tragedia, ma anche il contesto abitativo e lavorativo nel quale vivevano i braccianti.

All’interno dell’abitazione restano ancora numerosi oggetti appartenuti ai lavoratori deceduti, testimonianza delle condizioni di vita di chi condivideva spazi ristretti e sistemazioni particolarmente precarie. Gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi investigativi nelle prossime settimane.

L’inchiesta e gli arresti

L’attività investigativa si inserisce nel quadro dell’inchiesta aperta dalla Procura di Castrovillari dopo il ritrovamento dei corpi carbonizzati all’interno della Fiat Ulysse. Nell’ambito delle indagini sono state eseguite misure cautelari nei confronti di due uomini, attualmente indagati con accuse che comprendono l’omicidio plurimo aggravato. Le contestazioni sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovranno essere verificate nelle successive fasi processuali, nel rispetto del principio di presunzione d’innocenza.

L’obiettivo degli investigatori è ricostruire la rete di rapporti che ruotava attorno alle vittime e verificare eventuali situazioni di sfruttamento lavorativo che potrebbero emergere dall’inchiesta.

Il ricordo della comunità islamica

Mentre proseguono gli accertamenti, la comunità islamica della moschea Al-Noor di Trebisacce ha organizzato un momento di preghiera in memoria delle vittime. A guidare l’iniziativa è stato l’imam Zahr Rahal, punto di riferimento per numerosi cittadini stranieri residenti nell’area dell’Alto Ionio cosentino.

Durante l’incontro sono stati ricordati Amin Fazal Khojani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, Safi Iayjad, 27 anni, tutti cittadini afghani, e Waseem Khan, cittadino pakistano di 29 anni. La cerimonia si è svolta in un clima di raccoglimento e vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia.

Gli sviluppi attesi

Le indagini della Procura di Castrovillari proseguono attraverso l’analisi del materiale sequestrato e l’acquisizione di ulteriori testimonianze. Gli investigatori stanno lavorando per definire con precisione le responsabilità e le dinamiche che hanno portato alla morte dei quattro lavoratori agricoli.

Nelle prossime settimane saranno gli esiti degli accertamenti tecnici e delle attività investigative a delineare con maggiore chiarezza il quadro complessivo della vicenda.

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