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16 Giugno 2026
16 Giugno 2026
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Ponte sullo Stretto, l’affondo di Salvini: “Inchieste preventive per bloccare le grandi opere”

Il ministro delle Infrastrutture attacca la gestione giudiziaria dei cantieri, denunciando un clima di presunzione di colpevolezza che penalizzerebbe il settore edile e la politica

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Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha scelto la platea degli 80 anni di Ance per lanciare un segnale forte contro quelle che definisce inchieste strumentali volte a rallentare la modernizzazione del Paese. Attraverso un videomessaggio, il vicepremier ha espresso preoccupazione per il clima che circonda la realizzazione delle grandi opere, con particolare riferimento al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, inserendo il tema in un contesto di tensione tra mondo politico, settore dell’edilizia e parte della magistratura.

La denuncia della presunzione di colpevolezza

Il cuore dell’intervento del titolare del Mit ruota attorno all’idea che chi opera nel comparto delle costruzioni o ricopre ruoli istituzionali sia sottoposto a un pregiudizio costante. “Stiamoci vicini, perché purtroppo per una piccolissima parte di paese che spesso ricopre i ruoli importanti e delicati, se qualcuno lavora nel business dell’edilizia delle costruzioni e se qualcuno fa politica c’è la presunzione di colpevolezza” ha dichiarato Salvini. Il ministro ha citato come esempio la serie di procedimenti aperti che colpiscono non solo i cantieri in fase di avvio, ma anche progetti già conclusi, definendo in alcuni casi le inchieste “ingenerose”, come accaduto per gli strascichi legati alle Olimpiadi.

Il caso Ponte e l’accusa di ostruzionismo

Soffermandosi sul progetto del Ponte sullo Stretto, il leader della Lega ha parlato apertamente di manovre mirate a paralizzare l’attività di governo. Sul Ponte sullo stretto per Salvini ci sono “inchieste preventive, perché laddove c’è una grande opera e laddove c’è una piccola opera sicuramente per qualcuno c’è del marcio e allora è meglio bloccare in anticipo”. L’analisi del ministro si chiude con una riflessione amara sulle prospettive di sviluppo dell’Italia. “Io penso che con la presunzione di colpevolezza, con la burocrazia ostativa e con una microparte della giustizia politicizzata il paese non va avanti” ha concluso Salvini, ribadendo la necessità di superare gli ostacoli che, a suo avviso, impediscono la realizzazione dei grandi obiettivi infrastrutturali programmati dal governo.

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