Una storia a lieto fine per una tartaruga marina recuperata in gravi condizioni e riportata oggi nel suo habitat naturale. Nella mattinata del 18 giugno 2026, alle ore 10.30, l’esemplare è stato liberato presso la spiaggia libera “7 Nani” di Pizzo Calabro, a conclusione di un lungo percorso di cura e riabilitazione.
La tartaruga era stata soccorsa il 3 febbraio 2026 dal personale della Guardia Costiera di Pizzo, che l’aveva individuata in condizioni particolarmente critiche. Dalla ranfoteca fuoriusciva infatti un sottile filo di nylon, mentre la presenza di un amo interno non era immediatamente visibile.
L’intervento chirurgico e le cure al centro specializzato
Dopo il recupero, il Servizio Veterinario ASP Area C di Vibo Valentia ha disposto il trasferimento dell’animale al Centro Recupero Tartarughe Marine M.A.R.E. Calabria, struttura di riferimento per il territorio regionale. Gli accertamenti hanno evidenziato la presenza di un amo nella parte inferiore dell’esofago e di un accumulo di circa quattro centimetri di materiale organico mescolato a fili di plastica di notevole lunghezza all’interno dello stomaco, segni di una situazione che si protraeva da tempo.
L’esemplare è stato sottoposto a intervento chirurgico e alle successive cure da parte della dottoressa Antonella Giglio, insieme al personale sanitario del centro che ha seguito costantemente il percorso di recupero fino alla completa guarigione.
La liberazione nel luogo del recupero
La reintroduzione in mare è avvenuta nel rispetto delle disposizioni previste dalla normativa regionale, che stabilisce il rilascio degli animali recuperati in prossimità dell’area di spiaggiamento o recupero. Alla liberazione hanno partecipato i militari della Guardia Costiera intervenuti durante il soccorso, i rappresentanti del Servizio Veterinario Asp Area C di Vibo Valentia e i sanitari del Centro Recupero Tartarughe Marine.














