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18 Giugno 2026
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Legalità e lotta alle mafie, Ferro dal Festival Trame: “Lo Stato deve correre più veloce della criminalità”

Al centro del dibattito il contrasto alle mafie, il sostegno agli amministratori locali e il ruolo delle istituzioni nella costruzione di una cultura della legalità

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La lotta alla criminalità organizzata non può essere affidata esclusivamente agli strumenti normativi, ma richiede il coinvolgimento attivo di istituzioni, amministratori e cittadini. È il messaggio lanciato dal sottosegretario all’Interno Wanda Ferro nel corso del Festival Trame – Festival dei libri sulle mafie, in svolgimento a Lamezia Terme.

L’intervento è avvenuto in occasione della presentazione del volume “Mettiamo il Bene in Comune”, pubblicazione che ripercorre i trent’anni di attività dell’associazione Avviso Pubblico, impegnata nella promozione della legalità democratica.

Ferro: “La storia si cambia con la responsabilità di tutti”

Nel suo intervento, Ferro ha sottolineato come l’Italia disponga di strumenti avanzati per il contrasto alle mafie, ma ha evidenziato che il successo dell’azione antimafia dipende anche dalla partecipazione collettiva. “L’Italia ha un codice antimafia straordinario e forze di polizia riconosciute in tutto il mondo, ma non è una norma, da sola, a cambiare la storia. La storia la possiamo cambiare tutti insieme, ognuno per la propria parte”, ha dichiarato.

Il sottosegretario ha inoltre ribadito l’importanza della formazione degli amministratori pubblici e della diffusione tra i cittadini di una cultura fondata sul coraggio della denuncia e sul senso di responsabilità civica.

La sfida delle nuove mafie tra tecnologia e finanza digitale

Un passaggio significativo è stato dedicato all’evoluzione delle organizzazioni criminali e alla necessità di adeguare costantemente gli strumenti di contrasto. “Bisogna stare al passo con la criminalità organizzata, che oggi corre con l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale e le criptovalute. Lo Stato deve essere ancora più veloce e più avanti”, ha affermato Ferro.

Nel suo intervento ha inoltre richiamato il valore sociale dei beni confiscati alle mafie, definendoli uno strumento concreto attraverso cui lo Stato rende visibile la propria presenza nei territori più esposti ai fenomeni criminali.

L’appello ai giovani e il ruolo di Avviso Pubblico

Rivolgendosi alle nuove generazioni, il sottosegretario ha invitato i giovani a impegnarsi direttamente nella vita pubblica e nelle attività sociali, sottolineando come gli spazi lasciati vuoti possano essere occupati da interessi criminali. Durante l’incontro è intervenuto anche Pierpaolo Romani, che ha ripercorso la nascita dell’associazione nel 1996, ricordando come l’attenzione verso il fenomeno mafioso si sia sviluppata fin dagli anni Novanta anche nelle regioni del Centro-Nord.

Romani ha evidenziato il lavoro svolto in questi tre decenni nella formazione degli amministratori locali e nella costruzione di reti tra enti pubblici, scuole, cittadini e imprese, ribadendo l’importanza del fondo nazionale destinato agli amministratori minacciati. “L’onestà è fondamentale, ma non basta: servono competenza, formazione e capacità di costruire soluzioni“, ha affermato.

Lamezia aderisce ad Avviso Pubblico

Nel corso dell’evento, il sindaco di Lamezia Terme Mario Murone ha annunciato l’adesione del Comune ad Avviso Pubblico, formalizzata il 15 giugno scorso. Una scelta che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, punta a rafforzare ulteriormente l’impegno istituzionale nella promozione della legalità, nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose e nel sostegno alle iniziative rivolte alla cittadinanza e agli amministratori locali.

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