Preparare i professionisti sanitari ad affrontare situazioni estreme, caratterizzate da elevata complessità operativa e potenziali rischi per gli stessi soccorritori. Con questo obiettivo l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Reggio Calabria ha promosso il corso avanzato Tactical Emergency Casualty Care (TECC), ospitato nell’auditorium dell’ente e rivolto a medici e odontoiatri.
L’iniziativa, coordinata dalla Commissione Formazione e Aggiornamento, ha rappresentato un’esperienza innovativa nel panorama della formazione sanitaria regionale, offrendo ai partecipanti strumenti teorici e pratici per intervenire in scenari caratterizzati da attentati, esplosioni, crolli e altre emergenze ad alto impatto.
Veneziano: “La preparazione è fondamentale nelle nuove emergenze”
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, Pasquale Veneziano, che ha evidenziato come la formazione sanitaria debba ormai confrontarsi con scenari sempre più articolati.
“La formazione oggi non può più limitarsi agli scenari tradizionali: il medico deve essere pronto a intervenire anche nelle situazioni più critiche e imprevedibili”, ha affermato, sottolineando il valore di percorsi che consentono di acquisire competenze immediatamente spendibili sul campo.
Sulla stessa linea il coordinatore della Commissione Formazione e Aggiornamento, Antonino Zema, che ha richiamato l’importanza di investire sulla preparazione dei professionisti come elemento di sicurezza per l’intera collettività.
Il contributo degli esperti della Tactical Rescue Association
Il corso ha coinvolto 80 medici chirurghi e 20 odontoiatri, riconoscendo 14 crediti ECM. Tra i docenti figurano il dottore Francesco Principato, il presidente della Tactical Rescue Association Vincenzo Masseo e il sovrintendente capo della Polizia di Stato Giovanni Sergi.
Masseo ha spiegato che il percorso affronta situazioni che esulano dalle normali attività di soccorso sanitario, approfondendo anche il coordinamento con le forze dell’ordine e la gestione degli interventi in presenza di minacce attive.
Dagli ordigni esplosivi alle tecniche di soccorso tattico
Ampio spazio è stato dedicato alla prevenzione dei rischi legati agli ordigni esplosivi improvvisati e alla corretta valutazione dello scenario prima dell’intervento.
Secondo gli esperti, il soccorritore deve essere in grado di riconoscere potenziali pericoli, mantenere lucidità operativa e adottare procedure che garantiscano la sicurezza sia delle vittime sia del personale impegnato nelle operazioni.
Particolare attenzione è stata inoltre riservata ai protocolli internazionali della medicina tattica, sviluppati in ambito militare e oggi applicati anche nella gestione delle emergenze civili.

Simulazioni realistiche e protocolli internazionali
Il programma didattico ha affrontato temi come il mindset tattico, la valutazione dei rischi, la gestione delle emorragie massive, delle lesioni da esplosione e dello shock ipovolemico.
Tra gli argomenti approfonditi figurano il protocollo internazionale Stop the Bleed, la gestione delle vie aeree, del trauma toracico e l’applicazione dell’algoritmo M.A.R.C.H., considerato uno dei principali riferimenti operativi della medicina tattica contemporanea.
La seconda giornata è stata dedicata soprattutto alle esercitazioni pratiche, con simulazioni in ambienti caratterizzati da rumore, stress e scarsa visibilità. Un’attività progettata per mettere alla prova capacità decisionali, organizzazione dei soccorsi e gestione dei pazienti in condizioni realistiche.
Un investimento sulla medicina d’emergenza del futuro
L’iniziativa conferma l’impegno dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria nel promuovere percorsi formativi sempre più specializzati e aderenti alle nuove esigenze della medicina d’urgenza.
L’obiettivo è fornire ai professionisti sanitari competenze avanzate che consentano di operare efficacemente anche nelle situazioni più critiche, dove rapidità d’intervento, preparazione tecnica e capacità di valutazione possono risultare decisive per salvare vite umane.








