Il territorio prima di tutto. Anche quando questo, sul piano mediatico nazionale, può pagare meno. È il filo che attraversa l’intervista del deputato vibonese del Movimento Cinque Stelle Riccardo Tucci, ospite di Nicolino La Gamba nel programma radiofonico Pagina Protetta su Radio Onda Verde. Un confronto nel quale il parlamentare ha rivendicato la propria attività alla Camera e ha messo nel mirino il governo nazionale e la Regione su alcuni dei dossier più caldi per il Vibonese: fondi bloccati, rete idrica, sanità, viabilità, Ponte sullo Stretto e depositi costieri.
I 2,5 milioni per Vibo: “Giorgetti non ha trasferito la cassa”
Il primo fronte caldo è quello dei 2,5 milioni di euro destinati al Comune di Vibo Valentia attraverso un emendamento alla legge di bilancio del dicembre 2024. Risorse pensate, secondo quanto spiegato nell’intervista, per rete idrica, manutenzione stradale e scuole. Soldi che, però, non sarebbero ancora arrivati. “Sono parecchio alterato, devo dire la verità”, ha detto Tucci. “Sono frutto di un emendamento in legge di bilancio di dicembre 2024. Siamo a luglio 2026, quindi è passato un anno e mezzo e ancora questi soldi non sono arrivati a destinazione, nonostante il Comune abbia fatto tutti i passaggi che doveva fare in termini di programmazione, di progettazione e di convenzioni”.
Secondo il deputato, il blocco sarebbe al Ministero dell’Economia e delle Finanze. “Dal Ministero dei Trasporti, che è il ministero competente in materia, mi dicono che anche loro hanno fatto tutto, la barzelletta dove sta? Sta nel fatto che il MEF, quindi il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ancora questi soldi banalmente non li ha trasferiti”. Tucci ha annunciato iniziative parlamentari: “Dalla prossima settimana comincerò a fare interrogazioni, interventi in aula perché, francamente, ha un po’ scocciato la storia”. E ha aggiunto: “Qua siamo arrivati a un anno e mezzo e ancora Giorgetti semplicemente non ha trasferito la cassa”.
L’elenco delle priorità
Il deputato ha respinto qualsiasi lettura personale o di parte della vicenda, insistendo sulle ricadute concrete per i cittadini. “Il problema è che questi soldi non sono soldi che devono finire in tasca a Riccardo Tucci. Sono soldi che servono per le reti idriche del Vibonese. Tutti i vibonesi sanno quanti problemi si vivono quotidianamente con l’acqua, soprattutto quando arrivano questi periodi”. Poi l’elenco delle priorità: “Sono soldi che servono per la manutenzione stradale. Sono soldi che servono per le scuole. Quindi sono soldi che servono per quelli che sono i veri problemi che vivono quotidianamente i nostri concittadini”. Per Tucci, il Comune avrebbe completato la propria parte. “Il Comune ha fatto già tutti i progetti, già tutte le convenzioni, già tutto quello che doveva fare. Quindi una volta arrivati questi soldi finalmente possono partire le opere”.
Il deputato ha attaccato direttamente il ministro dell’Economia: “C’è Giorgetti della Lega, il ministro della Lega dell’Economia e delle Finanze, che deve trasferirci questi soldi. Noi intanto viviamo senza acqua, senza scuole, con la manutenzione stradale bloccata, perché lui non ci trasferisce questi soldi”.
La sanità e Occhiuto: “Arriva fino all’entrata di Vibo, si fa la foto e riparte”
La seconda parte dell’intervista si è concentrata sulla sanità vibonese. Tucci ha raccolto l’assist lanciando una serie di stilettate al governatore Occhiuto. “Il tema della sanità in Calabria e a Vibo in particolare è veramente complesso. Io non sono mai per la politica dei selfie, anzi i miei collaboratori mi criticano perché ne faccio forse poche di queste iniziative a favore di telecamera. Cerco di essere sempre un po’ più pragmatico e meno scenico, mettiamola così”. Su Occhiuto, però, il deputato riconosce una forza comunicativa: “Comunicativamente è fantastico, il problema è che la comunicazione spesso non fa rima con i fatti”. E ancora: “Lui arriva fino all’entrata di Vibo, si fa la foto all’ospedale in costruzione e riparte. Di quello che succede poi dentro Vibo, probabilmente sa poco o nulla”.
“Medici di alta qualità, ma senza personale e attrezzature”
Tucci ha distinto la critica politica dal giudizio sul personale sanitario. “Onore ai nostri medici”, ha detto. “Io stesso a livello personale tempo fa ho avuto un problema di salute e mi sono reso conto di alta qualità, con quale professionalità si lavora all’interno dell’ospedale di Vibo nonostante le difficoltà, nonostante la carenza di personale, nonostante la carenza di attrezzature, nonostante turni massacranti”. Il problema, secondo il deputato, è strutturale: “Lavorano veramente con un’alta qualità e alta professionalità, purtroppo questa cosa viene poco percepita dal cittadino non perché manca il medico, ma perché il medico se può gestire massimo 10 pazienti per volta e tu gliene fai gestire 50 va da sé che non può essere al 100% su tutti”.
Poi il passaggio sui medici cubani. “Vuoi prendere i medici cubani? Va benissimo, li prendi in quel momento, nel frattempo fai immediatamente partire la macchina dei concorsi e dopo nel 2024 sarai operativo con i tuoi bandi, perché siamo in carenza di medici, di infermieri, è un fatto palese”. Tucci ha quindi posto una domanda politica: “Perché se si vanno a vedere i bilanci, in questi ultimi 6 anni, da quando governa il centrodestra, sono aumentati i finanziamenti a favore della sanità privata e gradualmente diminuiti quelli a favore della sanità pubblica? Quando qualcuno mi dà questa risposta allora possiamo dibattere sulla questione sanità, fino ad allora ci vedo molta molta incompetenza, spero non dire altro”.
Strade e province: “Fondi bloccati per il Ponte sullo Stretto”
Altro dossier affrontato: le infrastrutture viarie della provincia di Vibo Valentia. La Gamba ha richiamato i disagi di alcuni comuni rimasti isolati e ha chiesto cosa si possa fare perché la Regione presti maggiore attenzione al territorio. Tucci ha allargato il quadro al governo nazionale. “Non è tanto la Regione, o meglio, non è solo la Regione. La Regione e il ministero, perché i soldi alla Provincia li trasferisce il ministero”. Poi ha ricordato un proprio intervento: “Qualche, credo fosse gennaio 25, vado a memoria, o forse marzo 25, ho fatto un intervento, ho fatto un’interrogazione, ho fatto una richiesta al ministero perché erano stati bloccati i trasferimenti dei fondi alla provincia di Vibo”.
Secondo il deputato, quei fondi sarebbero rientrati nel pacchetto destinato al Ponte sullo Stretto. “Erano stati bloccati dei fondi alla provincia di Vibo e con quei fondi la Provincia avrebbe per l’appunto dovuto occuparsi della manutenzione stradale. Perché li hanno bloccati quei fondi? Perché facevano parte di quei fondi che servivano, di quel pacchetto di soldi che servivano per mettere a terra il progetto del Ponte sullo Stretto”.
“Prima del Ponte, Salvini venga a farsi un giro in Calabria”
Tucci ha attaccato il ministro Matteo Salvini sul progetto del Ponte. “Quando il ministro Salvini ha annunciato, smentendo se stesso tra l’altro nel corso degli anni, ma a questo ci siamo abituati, ha annunciato il finanziamento dei fondi per il Ponte sullo Stretto, ha bloccato 14 miliardi di euro”. Il deputato ha tradotto la cifra in termini simbolici: “Per te che hai qualche capello in bianco sono 28 mila miliardi delle vecchie lire. 28 mila miliardi per il Ponte sullo Stretto. Prima di ragionare di Ponte sullo Stretto vieni a farti un giro in Calabria o in Sicilia, perché conosco anche le strade siciliane, e renditi conto a che livelli siamo e dopo parliamo di Ponte sullo Stretto. Prima risolvi quei problemi”.
Tucci ha ricordato anche le promesse sulle date di avvio dei lavori: “Nel 2023 ha annunciato che i lavori partivano nel 24, poi nel 24 ha annunciato che i lavori sarebbero partiti nel 25, nel 25 ci ha detto entro fine legislatura”. E sul sottosegretario leghista Durigon ha ironizzato: “Disse se nel 2024 non partiranno i lavori sul Ponte sullo Stretto attraverserò a nuoto il ponte come penitenza. Io glielo dico anche scherzosamente, aspetto la tua nuotata ancora”.
L’inchiesta sul Ponte: “Sempre garantisti e in attesa di verdetto”
Il deputato ha poi richiamato una vicenda giudiziaria collegata alla società Ponte sullo Stretto, usando cautele garantiste. “Abbiamo visto di recente un’inchiesta in cui, per carità, io non accuso nessuno, in cui i dirigenti della società Ponte sullo Stretto, che nel frattempo ci sono costati milioni e milioni di euro in stipendi senza fare nulla perché ancora non è stata depositata una pietra, loro però hanno già preso milioni di euro di stipendi”.
Tucci ha spiegato di aver presentato un’interrogazione sulla questione: “Avevo fatto un’interrogazione proprio su questo tre giorni prima che uscisse l’inchiesta dicendo scusami ma perché stiamo dando i soldi a questi signori che non hanno fatto ancora nulla? Sempre garantisti e in attesa di verdetto, la Procura ci dice che qualcosa in realtà l’avevano fatto, ovvero avevano provato a influenzare la Corte dei conti per dare un parere positivo rispetto al finanziamento, rispetto al progetto del Ponte sullo Stretto”.
Depositi costieri, il nodo Vibo Marina: “La città non può più ospitarli”
L’ultima parte dell’intervista si è concentrata sui depositi costieri di Vibo Marina, tema che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito politico e cittadino. La Gamba ha posto il problema del ruolo della Regione, ricordando che da decenni incassa le accise collegate alla presenza degli impianti e chiedendo perché non dovrebbe farsi carico dei costi di un eventuale trasferimento. Tucci ha definito la vicenda “estremamente spinosa”, ma ha riconosciuto al sindaco e alla giunta il merito di averla posta al centro del confronto pubblico. “Onore al merito al sindaco Enzo Romeo e alla giunta che hanno finalmente toccato la questione”.
Il deputato ha sottolineato una discontinuità rispetto al passato: “Prima il rinnovo dei depositi avveniva ogni volta, il protocollo era per 20 anni, tacitamente per 20 anni. Per la prima volta non solo si è stabilito che non è per 20 anni ma per 4, ma c’è una discussione, c’è un dibattito in città su questo. Questa non è una città che può più ospitare i depositi costieri. Sono un pugno nell’occhio. Se uno arriva a Vibo Marina vede quella roba lì, non è una cosa che può più andare avanti”.
“Non li vogliamo più lì: bisogna trovare posti alternativi”
Tucci ha spiegato di essere coinvolto nel confronto istituzionale. “Io sì, sono stato assolutamente coinvolto, ma personalmente. Telefono e mi incontro col sindaco e con gli assessori settimanalmente per essere aggiornato”. La linea, secondo il deputato, è chiara: “La strada che bisogna seguire è quella che si è già intrapresa. Sicuramente bisogna correggere alcuni passaggi perché loro comunque hanno firmato un protocollo che è stato approvato, che potrebbero quindi avere gli altri 16 anni restanti, però che il sindaco abbia alzato il tiro e che la città finalmente possa dire la sua su questo è un dato di fatto”. E ancora: “Enzo Romeo è il primo che si è avventurato in questa cosa che è difficilissima perché stiamo dicendo a una mega azienda non ti vogliamo più, devi trovare posti alternativi o meglio non ti vogliamo più lì dove sei, dobbiamo trovare posti alternativi”. Tucci ha indicato anche una possibile prospettiva: “Siccome c’è la Zona economica speciale, dove potresti avere anche dei vantaggi fiscali, qua non vai più bene perché questa deve essere una località a vocazione turistica”.
“Il problema non è il piano di sicurezza, è la ricaduta sulla città”
Sul piano di sicurezza, Tucci ha evitato di scaricare responsabilità sulla Prefettura. “La Prefettura ha rispettato la legge esistente, la Prefettura non poteva esimersi dal fare quello che ha fatto, quindi chiunque crede che il prefetto sbaglia, no assolutamente. Il prefetto Colosimo è una persona molto attenta, ha preteso che il piano di sicurezza ci fosse e che venisse attuato”. Per il deputato, però, il punto politico è un altro: “Io ritengo che la discussione non è il piano di sicurezza, è che comunque la città è la ricaduta”. E ha aggiunto: “Nessuno dice che non vuole i depositi costieri, non li vuole lì, ma li possono spostare”.








