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23 Giugno 2026
23 Giugno 2026
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Nuove povertà e welfare in Calabria, Straface: “Il sistema va cambiato, al centro la persona”

Nel confronto con enti e associazioni del territorio, l’assessore regionale illustra la strategia della Regione Calabria: integrazione dei servizi e superamento della frammentazione assistenziale

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Analisi delle risorse disponibili, contrasto alle nuove povertà e un cambio di approccio strutturale: sono questi i punti al centro dell’incontro istituzionale svoltosi a Cosenza dedicato alle politiche sociali e al welfare regionale.

All’iniziativa ha preso parte l’assessora alle Politiche sociali della Regione Calabria Pasqualina Straface, insieme a rappresentanti del Banco Alimentare, del Terzo settore (Ets), della Diocesi di Cosenza-Bisignano, dell’Osservatorio regionale sulle nuove povertà, della Chiesa Evangelica e di Confapi Calabria.

Un confronto ampio che ha messo al centro il tema della trasformazione del disagio sociale e della capacità del sistema pubblico di rispondere a bisogni sempre più complessi.

Straface: “Ascolto del territorio per leggere il nuovo disagio sociale”

Nel corso del suo intervento, l’assessora Straface ha sottolineato l’importanza di un metodo basato sull’ascolto diretto degli attori che operano quotidianamente sul territorio. “Questo incontro rappresenta un’occasione preziosa perché, sin dal mio insediamento, ho voluto privilegiare il metodo dell’ascolto di chi vive il territorio e sta accanto alle fragilità”, ha dichiarato.

Secondo l’assessora, il quadro del disagio sociale non è più riconducibile alle categorie tradizionali, ma si è progressivamente trasformato, richiedendo strumenti più flessibili e mirati.

Le nuove fragilità: il caso dei “working poor”

Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda l’emersione di nuove forme di povertà, che non coinvolgono più soltanto le categorie storicamente fragili. “Oggi non parliamo più soltanto di povertà legate ad anziani, famiglie, minori o persone con disabilità. Emergono nuove forme di vulnerabilità, come i ‘lavoratori poveri’”, ha spiegato Straface.

Il riferimento è ai cosiddetti working poor, lavoratori che pur avendo un’occupazione non riescono a garantire un reddito sufficiente per arrivare alla fine del mese, rimanendo spesso esclusi dai tradizionali sistemi di protezione sociale.

Le risorse e il ruolo degli Ambiti territoriali sociali

Nel corso del confronto sono state illustrate anche le principali risorse destinate al sistema welfare regionale e agli Ambiti territoriali sociali (Ats), chiamati a realizzare concretamente gli interventi sui territori. Tra i fondi citati figurano il Fondo per le non autosufficienze (Fna), il Fondo nazionale e regionale per le politiche sociali (Fnps e Frps) e il Fondo di contrasto alla povertà.

Secondo quanto evidenziato dall’assessora, si tratta di risorse significative che negli ultimi anni hanno già alimentato interventi sul territorio. Solo tra Cosenza e Rende, dal 2018 a oggi, sarebbero stati investiti circa 19 milioni di euro per il rafforzamento dei servizi sociali e per il Pronto intervento sociale (Pis), con percorsi di housing first e accompagnamento verso l’autonomia abitativa e lavorativa.

Verso un nuovo Piano sociale regionale

La Regione Calabria punta ora alla definizione di un nuovo Piano sociale regionale, destinato a superare la frammentazione degli interventi e il modello puramente assistenziale. “Non si tratterà di un sistema frammentato o di sole misure assistenzialistiche. Al centro ci sarà la persona, con i suoi bisogni e le sue aspirazioni”, ha concluso Straface.

Il nuovo impianto dovrebbe integrare politiche sanitarie, servizi sociali, percorsi di autonomia abitativa e il rafforzamento del collegamento con i centri per l’impiego, con l’obiettivo di costruire un modello di welfare più orientato all’inclusione e all’autonomia.

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