24 Giugno 2026
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Frenata sull’uscita dal commissariamento, Alecci: “Dubbi che possono rappresentare un brusco stop”

Il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale esprime forte apprensione dopo la richiesta di approfondimenti dei magistrati contabili

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La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha sollevato una serie di dubbi procedurali e di merito in merito al percorso avviato per la cessazione del regime commissariale della sanità nella regione Calabria, innescando l’immediata e dura reazione delle forze di opposizione. I rappresentanti del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale hanno formalizzato una nota di profonda preoccupazione, evidenziando come i rilievi formulati dalla magistratura contabile non riguardino meri dettagli tecnici, bensì elementi strutturali capaci di inficiare l’iter normativo sin qui sbandierato dai vertici della Cittadella di Catanzaro.

“Le richieste di approfondimenti da parte della Corte dei Conti sull’uscita della Sanità calabrese dal commissariamento ci preoccupa molto. Le motivazioni addotte non sono affatto riconducibili ad una serie di dettagli, poiché sarebbero state evidenziate criticità sia sotto il profilo delle motivazioni che su quello procedurale. Insomma, dubbi formali e sostanziali che, di fatto, possono rappresentare un brusco stop per il percorso dato quasi per scontato dal Presidente Occhiuto e dal governo nazionale di Centrodestra. Evidenziando, ancora una volta, quella necessità, da parte della Governance regionale, di puntare sempre sul lancio mediatico a sorpresa piuttosto che sulla sostanza delle attività amministrative. Una ricerca ossessiva dello scoop che brucia i tempi della politica piuttosto che una politica che segue i percorsi adeguati nei tempi adeguati”.

Il nodo politico dell’autonomia e il sospetto di uno scambio

La requisitoria politica dei democratici si sposta poi sul terreno dei rapporti di forza interni alla coalizione di centrodestra che guida sia l’esecutivo regionale sia quello nazionale. Secondo la tesi del Pd, l’accelerazione impressa nei mesi scorsi sulla fine del commissariamento rischiava di configurarsi come una contropartita legata a equilibri politici più complessi, slegata dal reale risanamento dei bilanci sanitari e dell’efficienza dei servizi erogati nei presidi ospedalieri del territorio.

“Alla luce di quanto sta emergendo, tornano ancora più attuali le preoccupazioni che avevamo già espresso nei mesi scorsi rispetto al rischio di un vero e proprio “baratto” politico: l’uscita dal commissariamento della sanità utilizzata come leva di scambio all’interno delle dinamiche nazionali, a partire dal confronto sull’autonomia differenziata. Un’ipotesi che avevamo denunciato e che oggi, alla luce dei rilievi della Corte dei Conti, appare ancora più grave, perché mette in discussione la trasparenza e la solidità di un percorso che dovrebbe invece fondarsi esclusivamente su dati, conti e procedure inattaccabili”.

La scadenza dei trenta giorni e l’appello per il futuro dei servizi

La presidenza del Consiglio dei Ministri e i ministeri competenti disporranno ora di una finestra temporale ristretta, pari a trenta giorni, per produrre la documentazione integrativa richiesta dai magistrati contabili e superare le riserve espresse sulla legittimità dell’operazione. Nel censurare l’uso propagandistico della materia sanitaria in coincidenza con le scadenze elettorali della scorsa primavera, l’opposizione ribadisce comunque la necessità di restituire alla Regione la piena autonomia gestionale, purché il passaggio avvenga su basi giuridiche ed economiche inattaccabili.

“Inoltre, annunciare in aprile un’uscita dal commissariamento della Regione, in piena campagna elettorale, poteva risultare un’occasioni troppo ghiotta. Ad oggi purtroppo non è così! L’esecutivo nazionale nei prossimi 30 giorni dovrà fornire gli atti e la documentazione necessaria per rispondere alle richieste e ai dubbi sollevati dalla Corte dei Conti. Come sempre fatto, il nostro Gruppo auspica l’uscita dal Commissariamento e una gestione della Sanità libera da vincoli e lacciuoli con una Calabria finalmente artefice del proprio destino. Un obiettivo importante che deve essere raggiunto al più presto, ma nei modi e nei tempi giusti. Altrimenti a perderci saranno ancora una volta i calabresi”.

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