25 Giugno 2026
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Mieloma multiplo, Reggio Calabria fa scuola: curata la prima paziente con la tecnica CAR-T Ciltacel

Dimessa con successo la prima paziente trattata con l'innovativa terapia cellulare al Grande Ospedale Metropolitano

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Sanità meridionale d’eccellenza e frontiere terapeutiche d’avanguardia si incontrano al Grande Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria. La struttura ha superato un traguardo clinico cruciale per il territorio, dimettendo la prima paziente affetta da mieloma multiplo curata attraverso la procedura CAR-T Ciltacel.
L’ospedale reggino si attesta così come il primo centro dell’intera area Centro-Sud – e il quarto a livello nazionale insieme ai poli di Bologna e Milano – in grado di erogare questo specifico trattamento immunoterapico contro il tumore del sangue.

Come funziona lo scudo genetico anti-tumore

La terapia genica Ciltacel rappresenta uno dei pilastri più sofisticati della moderna oncologia. Il protocollo prevede il prelievo dei linfociti T del soggetto malato, che vengono poi modificati in laboratorio per aggredire in modo mirato l’antigene BCMA delle cellule tumorali, prima di essere reinfusi.
I linfociti così riprogrammati si trasformano in veri e propri cacciatori biologici, capaci di colpire il cancro anche nelle forme recidivanti o resistenti ai farmaci tradizionali. Un processo complesso che impone rigidi standard internazionali e una gestione multidisciplinare della tossicità immunologica e neurologica post-infusione.

I numeri dell’hub reggino e lo stop ai viaggi della speranza

L’operazione porta la firma del Centro di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo guidato dal dottor Massimo Martino. Come riporta il Corriere della Calabria, la struttura vanta una solida esperienza con circa 4.000 trapianti di staminali e oltre 100 procedure CAR-T eseguite dal 2020. Il reparto opera in sinergia con il Servizio Immuno Trasfusionale del dottor Alfonso Trimarchi e una rete specialistica interna che include rianimatori, neurologi e farmacisti.
Questo successo clinico garantisce ai pazienti del Mezzogiorno l’accesso a cure salvavita direttamente sul proprio territorio, abbattendo la mobilità sanitaria verso il Nord Italia.

Una vittoria di squadra per la sanità meridionale

“Ogni procedura CAR-T richiede un coordinamento perfetto tra decine di professionisti”, ha evidenziato il direttore Massimo Martino, rimarcando il supporto della Direzione Strategica guidata dal Commissario Straordinario, la dottoressa Tiziana Frittelli.
L’obiettivo a lungo termine del GOM è consolidare il proprio ruolo di hub interregionale per le terapie cellulari nel Mezzogiorno, sfruttando l’ampliamento dei protocolli CAR-T anche su linfomi e leucemie per azzerare le storiche disparità assistenziali nel Paese.

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