La recente notizia dell’arresto di alcuni detenuti in relazione alla morte di un altro ristretto avvenuta nella casa circondariale di Catanzaro riporta l’attenzione sulle condizioni degli istituti penitenziari e sullo stato di criticità che, secondo la Camera Penale, caratterizza il sistema nel suo complesso. A intervenire è il Consiglio direttivo della Camera Penale “Alfredo Cantàfora”, che evidenzia come la vicenda rappresenti un ulteriore segnale di un quadro più ampio e strutturale.
“Non si tratta di episodi isolati ma di un sistema in sofferenza”
Nel comunicato viene richiamata l’attenzione sul contesto carcerario nazionale, definito segnato da sovraffollamento, carenze di organico e difficoltà operative che incidono sia sui detenuti sia sugli operatori. L’associazione sottolinea come tali condizioni siano già state oggetto di condanne da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Critica all’approccio emergenziale sul tema sicurezza
La Camera Penale evidenzia inoltre come il dibattito pubblico sulla sicurezza tenda spesso a concentrarsi su risposte emergenziali e securitarie, senza affrontare le cause strutturali delle criticità penitenziarie. Nel documento si richiama la necessità di superare una visione del carcere come unica risposta ai problemi sociali.
“La dignità della pena come parametro democratico”
Secondo l’associazione, la qualità di una democrazia si misura anche dalla capacità di garantire condizioni di detenzione rispettose della dignità umana e dei principi costituzionali. Per questo viene lanciato un appello affinché la questione penitenziaria torni al centro dell’agenda politica e istituzionale come tema prioritario.
La Camera Penale annuncia infine l’intenzione di chiedere un incontro con la direzione del carcere per manifestare vicinanza a detenuti e operatori e favorire un confronto sulle criticità evidenziate.








