26 Giugno 2026
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Parto trigemellare al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria: “Evento clinico eccezionale”

Registrato un parto trigemellare spontaneo con taglio cesareo: nati due maschietti e una femminuccia. Un evento clinico definito raro e complesso ma concluso con successo

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Una giornata definita eccezionale, sia dal punto di vista clinico che umano, quella registrata presso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove è stato portato a termine con successo un parto trigemellare mediante taglio cesareo.

Un evento raro in ostetricia

La nascita, avvenuta questa mattina presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, riguarda una gravidanza spontanea, tricoriale e triamniotica, condizione considerata rara nella pratica ostetrica. La paziente, originaria della Costa d’Avorio, ha dato alla luce due maschietti e una femminuccia, raggiungendo il traguardo personale di sette figli.

Il percorso assistenziale in gravidanza a rischio

La donna era seguita presso l’ambulatorio dedicato alle gravidanze a rischio dell’UOC diretta dal professor Stefano Palomba, che ha coordinato il percorso clinico fino al parto. L’intervento chirurgico è stato eseguito da un’équipe ostetrico-ginecologica composta dallo stesso Palomba, dal dottor Tarcisio Servello e dalla dottoressa Laura Carbone, con il supporto dell’anestesista Giovanna Costantino e dell’ostetrica Giovanna Romeo.

Il ruolo della Neonatologia

Determinante, fin dai primi momenti di vita dei tre neonati, il contributo della UOC di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, coordinata dalla dottoressa Isabella Mondello, che ha garantito un’assistenza specializzata in un contesto di gestione multiprofessionale integrata.

L’analisi clinica del caso

Il professor Palomba ha sottolineato come, nonostante l’aumento delle gravidanze multiple legate anche alla procreazione medicalmente assistita, un caso spontaneo di trigemini rappresenti ancora un evento raro. “La positiva conclusione del parto rappresenta un importante risultato clinico e organizzativo”, ha spiegato, evidenziando il lavoro sinergico tra équipe ostetrica, anestesiologica e neonatologica.

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