28 Giugno 2026
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Sanità calabrese nel caos, la UILFP attacca: “Accordo sulle indennità di Pronto soccorso è un affronto ai lavoratori”

Il sindacato escluso dai tavoli regionali denuncia forti disparità e penalizzazioni per il personale dell'Emergenza-Urgenza: "Scelte incoerenti, la governance tace"

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Il sindacato UIL Funzione Pubblica Calabria, guidato dal Segretario Generale Walter Bloise, esprime profonda amarezza e sconcerto a seguito dell’esclusione dal tavolo per gli accordi regionali presso il Dipartimento Salute. Al centro della contestazione c’è il nuovo testo che regola le indennità di Pronto soccorso, giudicato fortemente penalizzante per una vasta platea di operatori sanitari.
“C’è poco da esultare. Scelte incoerenti e penalizzanti contro l’Emergenza Urgenza e altri lavoratori della Sanità” commenta duramente l’organizzazione sindacale, che definisce l’intesa un vero e proprio schiaffo a chi garantisce la tenuta dei servizi in un contesto già ampiamente degradato.
“Il testo è un affronto a lavoratori che ogni giorno portano avanti la carretta nonostante il caos totale che viviamo in sanità” rincara Bloise.

Esclusa l’Emergenza-Urgenza: la Calabria va controcorrente

La principale criticità sollevata riguarda i criteri di ripartizione dei fondi, che tagliano fuori figure professionali nevralgiche per il territorio. L’insoddisfazione è legata alla totale esclusione dall’indennità del personale operante nell’area dell’emergenza-urgenza, una decisione che si pone in aperta controtendenza rispetto alle scelte già consolidate da numerose altre amministrazioni locali in Italia, come Umbria, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Molise, Lombardia e Basilicata.
Secondo la UILFP, l’analisi del testo fa emergere evidenti anomalie sotto il profilo dell’equità, della coerenza organizzativa e della valorizzazione delle professioni sanitarie e di supporto direttamente impegnate nell’assistenza ai cittadini.

Diritti negati e il nodo Azienda Zero

Le problematiche per i lavoratori del settore non si limitano però solo a quest’ultimo provvedimento, ma si trascinano da lungo tempo tra ritardi burocratici e storiche pendenze economiche.
“I lavoratori dell’Emergenza-Urgenza, sia quelli di Azienda Zero che quelli ancora incardinati nelle rispettive ASP di appartenenza, continuano ad essere penalizzati e umiliati oltremodo” si legge nella nota sindacale.
La UILFP traccia un elenco dettagliato delle inadempienze: “Siamo in molti casi ancora in attesa del salario accessorio degli anni precedenti, con indennità di vestizione non pagata, senza buoni pasto per anni, con contratti decentrati in alcuni casi fermi a 10 anni fa, esclusi da oltre 2 anni dalla possibilità di concorrere agli incarichi di coordinamento e di funzione pubblicati e assegnati da alcune ASP, aspettando che si concretizzi il passaggio del personale ad Azienda Zero; passaggio nato male e proseguito ancor peggio”.
Il sindacato lancia un monito chiaro ai vertici regionali: “Se lavorare all’Emergenza urgenza e transitare ad Azienda Zero significa rinunciare ai diritti la UILFP non ci sta”.

Operatori dimenticati e tensioni tra il personale

La contestazione entra poi nel dettaglio delle categorie penalizzate, evidenziando lo sbilanciamento delle risorse e l’assenza di tutele per chi opera in prima linea.
Sotto accusa vi è l’esclusione di figure che, pur non essendo formalmente inquadrate nei Pronto soccorso, operano a stretto contatto con i pazienti e affrontano i medesimi rischi e carichi assistenziali. Inoltre, l’accordo ridurrebbe notevolmente gli importi destinati ai profili degli operatori e del personale di supporto, già precedentemente esclusi dalle prestazioni aggiuntive.
“Escludere dall’indennità alcune unità operative che garantiscono un accesso diretto dell’utenza in pronto soccorso, e che affrontano quotidianamente situazioni di elevata complessità assistenziale è insensato” dichiara Walter Bloise. “Tale scelta appare incomprensibile e rischia di generare disparità e tensioni tra lavoratori chiamati a svolgere attività analoghe”.

Il silenzio della Governance

Per il sindacato, il provvedimento avrebbe dovuto muoversi in una direzione opposta, riconoscendo i sacrifici di chi lavora in contesti strutturalmente complessi e usuranti.
L’accordo avrebbe dovuto stanziare risorse adeguate ed estendere il beneficio anche a chi vive quotidianamente il disagio delle particolari condizioni lavorative in ambiti assimilati, come il 118, gli autisti, l’elisoccorso e i servizi dedicati all’urgenza. Di fronte a questo scenario, la dirigenza sanitaria regionale viene accusata di totale immobilismo.
“In tutto cio’” conclude infine il Segretario Generale della UILFP Calabria, “la Governance del sistema emergenza urgenza Calabrese aime’ tace, come se tutto andasse bene”.

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