30 Giugno 2026
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Strage di Amendolara, si attende il Dna per il rimpatrio delle quattro vittime: la Regione stanzia 100mila euro

Le salme dei braccianti morti nel rogo saranno trasferite in Afghanistan e Pakistan dopo il via libera della Procura. La Protezione civile coordinerà tutte le operazioni

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Proseguono le procedure per il rimpatrio delle salme dei quattro migranti morti nel rogo avvenuto nelle campagne di Amendolara, in cui i braccianti hanno perso la vita intrappolati tra le fiamme. Prima del trasferimento nei Paesi d’origine sarà però necessario attendere l’esito degli esami del Dna, indispensabili per l’identificazione ufficiale delle vittime e per il successivo nulla osta della Procura di Castrovillari.

La Protezione civile coordinerà il rimpatrio

Sarà il Dipartimento regionale della Protezione civile a gestire tutte le operazioni legate al rimpatrio delle salme. La decisione è stata assunta dalla Giunta regionale della Calabria, che ha affidato alla struttura il coordinamento logistico, l’assistenza ai familiari e l’organizzazione delle attività amministrative e di trasporto necessarie per completare il trasferimento dei feretri all’estero.

Secondo la Regione, si tratta di un’operazione particolarmente complessa sotto il profilo amministrativo e logistico, che richiede un costante coordinamento con le autorità nazionali e internazionali competenti.

La Regione coprirà tutte le spese

Sarà la Regione Calabria a sostenere i costi dell’intera operazione. A questo scopo il Consiglio regionale ha già approvato una variazione urgente del bilancio, istituendo un apposito capitolo di spesa da 100mila euro.
Sono nel frattempo in corso le procedure amministrative per individuare l’operatore economico che dovrà occuparsi materialmente del servizio di rimpatrio, passaggio che richiederà ancora alcuni giorni.

Atteso il via libera della Procura

Prima del trasferimento sarà necessario attendere il nulla osta della Procura della Repubblica di Castrovillari, che sta coordinando le indagini sulla morte dei quattro braccianti.
L’esame del Dna rappresenta il passaggio decisivo per confermare ufficialmente l’identità delle vittime, consentendo così di completare tutte le procedure previste dalla normativa.

Tre salme in Afghanistan, una in Pakistan

Una volta concluse le formalità, i quattro feretri saranno trasportati con un aereo cargo verso i Paesi d’origine, secondo le volontà espresse dai familiari.
Tre delle vittime saranno rimpatriate in Afghanistan, mentre la quarta farà rientro in Pakistan. Ad accompagnare le salme ci sarà il cugino di uno dei braccianti, che partirà con un volo di linea.

Attualmente i feretri sono custoditi nell’obitorio del cimitero di Amendolara, in attesa del completamento delle procedure giudiziarie e amministrative.

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