23 Ottobre 2026
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San Sostene, accusato di occupare il demanio e smaltire rifiuti abusivamente: imprenditore assolto da tutte le accuse

Era processo per l’occupazione di un’area di 3.200 metri quadrati e per presunti illeciti ambientali. Il Tribunale di Catanzaro lo ha assolto da tutti e quattro i capi d’imputazione

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Assolto da tutte le accuse perché “il fatto non sussiste”. Si è concluso così, davanti al Tribunale di Catanzaro, il processo di primo grado nei confronti di G.S., imprenditore del settore nautico, difeso dall’avvocato Vincenzo Varano. Il procedimento riguardava la presunta occupazione abusiva di un’area demaniale marittima a San Sostene, nel Catanzarese, e contestazioni relative alla gestione di rifiuti e agli scarichi di acque reflue. La sentenza è stata pronunciata il 22 ottobre dalla giudice della prima sezione penale Giulia Mascaro, che ha assolto l’imputato da tutti i reati riportati nell’imputazione.

L’accusa di occupazione del demanio

Al centro del processo un’area di circa 3.200 metri quadrati che, secondo l’accusa, sarebbe stata occupata senza concessione e utilizzata come officina e deposito per attività nautiche. Nell’imputazione venivano indicati un container, un piccolo manufatto in lamiera adibito a servizio igienico, roulotte, pale meccaniche e numerose imbarcazioni da diporto, con e senza motore. Per l’utilizzo della superficie erano state contestate sia l’occupazione abusiva del demanio marittimo sia l’invasione di terreni. Anche queste contestazioni sono comprese nell’assoluzione pronunciata dal Tribunale.

I presunti illeciti su rifiuti e scarichi

Gli altri due capi d’imputazione riguardavano presunte violazioni ambientali riferite al 12 ottobre 2023. L’accusa sosteneva che nell’area fosse stata svolta, senza le autorizzazioni previste, un’attività di gestione, raccolta e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Tra i materiali elencati figuravano natanti fuori uso, motori e parti di imbarcazioni, contenitori, batterie al piombo, pneumatici, materiali da demolizione e apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Un’ulteriore contestazione riguardava presunti scarichi non autorizzati di acque reflue industriali, derivanti dalle attività di manutenzione, riparazione e rimessaggio dei natanti, oltre agli scarichi dei servizi igienici. Secondo l’imputazione, i reflui sarebbero stati riversati direttamente sul terreno. Anche per questi addebiti è intervenuta l’assoluzione.

La decisione e il deposito delle motivazioni

Nel dispositivo la giudice richiama l’articolo 530, comma 2, del codice di procedura penale e assolve G.S. dai reati contestati con la formula “perché il fatto non sussiste”. È stato fissato in trenta giorni il termine per il deposito delle motivazioni. Il documento disponibile riporta dunque l’esito del giudizio di primo grado; le ragioni della decisione saranno illustrate nella sentenza motivata.

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