27 Ottobre 2026
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Occhiuto rilancia il Social Taxi, Talerico va allo scontro sulle liste d’attesa: l’opposizione è dentro Forza Italia

Il componente della segreteria regionale azzurra contesta annunci, risorse e liste d’attesa: “Ai malati e agli anziani calabresi non serve un 'passaggio' per andare a fare la visita, serve proprio la visita!”. La polemica sulla sanità diventa un caso politico dentro il partito del governatore

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Roberto Occhiuto rilancia il Social Taxi. Antonello Talerico gli risponde con le liste d’attesa. Il presidente presenta l’accompagnamento gratuito alle visite come un aiuto concreto agli anziani; il componente della segreteria regionale di Forza Italia gli ricorda che, prima di salire in macchina, bisogna riuscire a ottenere un appuntamento. “In Calabria, in alcune strutture sanitarie, il problema non è trovare un’automobile per raggiungere l’ospedale, ma trovare una data disponibile per effettuare una visita o un esame diagnostico”, scrive Talerico. È un attacco diretto alle priorità del governatore e al modo in cui vengono raccontati i risultati della sanità. Con una particolarità che dà alla polemica un peso diverso: la contestazione arriva dallo stesso partito del presidente. Forza Italia celebra l’iniziativa e, contemporaneamente, produce una critica che ha il tono e gli argomenti di un intervento d’opposizione.

Quattro comunicati nel mirino: “La riproposizione di un annuncio”

Talerico parte dalla comunicazione e chiama in causa Filippo Mancuso, Antonio Montuoro, Emanuele Ionà e Marco Polimeni. Secondo la sua ricostruzione, quattro comunicati “pressoché contemporanei e identici”, tutti destinati a celebrare l’iniziativa del presidente. La contestazione è esplicita: il progetto, scrive, era stato “già presentato in pompa magna nel giugno 2026, senza che da allora siano stati resi noti dati concreti sui risultati ottenuti. Insomma, più che una notizia, è la riproposizione di un annuncio”. Il Social Taxi era stato illustrato a Roma nel giugno scorso, al Centro studi americani, durante un incontro con Tony West di Uber, con una prima sperimentazione nel Catanzarese. “Il problema non sono i comunicati in sé, ma la distanza sempre più evidente tra ciò che viene raccontato e quello che quotidianamente vivono i cittadini calabresi”, insiste Talerico. E aggiunge: “Non si può continuare a confondere i cittadini sull’efficacia dell’amministrazione con il numero di comunicati che accompagnano ogni annuncio”.

Il taxi e la visita: due ostacoli da superare

Nel video del 26 ottobre, Occhiuto ha descritto un servizio rivolto agli over 75 che trovano una prestazione lontano da casa: un veicolo Ncc li accompagna alla struttura sanitaria e li riporta a domicilio, a spese della Regione. Il presidente lo indica come già attivo nella provincia di Catanzaro e ne annuncia l’estensione al resto della Calabria nelle settimane successive. Per un anziano senza mezzi, poter raggiungere un ambulatorio può fare la differenza. L’utilità del trasporto e la disponibilità delle prestazioni, però, vanno misurate separatamente. Il servizio aiuta chi ha trovato una visita; resta da dare una risposta a chi continua a cercarla. Talerico porta l’esempio di una verifica al Cup effettuata il 30 settembre: “Per un’ecografia dell’addome completo addirittura si sarebbe dovuto attendere il 29 settembre 2028. Due anni di attesa”. Per la stessa prestazione in classe differibile segnala l’assenza di date nell’area catanzarese. Poi richiama altri numeri, che attribuisce agli atti dell’Asp di Cosenza: “Tempi medi di 167 giorni per un’ecografia addominale programmabile, 210 giorni per una risonanza del rachide e 263 giorni per una visita chirurgica vascolare”. E commenta: “Numeri riferiti a specifiche prestazioni che descrivono criticità concrete, ben diverse dalla rappresentazione rassicurante della sanità affidata ai video istituzionali”.

Liste d’attesa, la Calabria arretra rispetto al 2025

Nella sua nota Talerico richiama anche i dati Agenas. Il bollettino pubblicato il 22 ottobre, con dati aggiornati al 30 settembre 2026, conferma una flessione degli indicatori calabresi: per le prime visite il rispetto dei tempi passa dall’89,9% all’87,2%; per gli esami diagnostici dall’87,5% all’85,4%, confrontando i primi nove mesi del 2025 e del 2026. Nello stesso periodo la media italiana migliora, rispettivamente dal 76,9% al 78,6% e dall’83,3% all’85%. La Calabria resta sopra la media nazionale in entrambi gli indicatori, ma peggiora rispetto a se stessa. L’arretramento riguarda le prestazioni monitorate: 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici. C’è poi la distribuzione delle priorità: in Calabria il 66% delle prime visite ricade nella classe programmabile, contro il 34,9% nazionale. Una categoria con un termine massimo di 120 giorni. È su questo che Talerico concentra la critica: “Un sistema può dichiarare di rispettare i tempi nell’87% dei casi e, contemporaneamente, lasciare moltissimi cittadini in attesa per mesi. È su questa contraddizione che bisognerebbe interrogarsi, anziché continuare a celebrare soluzioni a impatto zero”.

I 12,4 milioni e la domanda sulle priorità

Talerico indica per il Social Taxi una dotazione di 12,4 milioni di euro, dei quali 10 milioni dal Fse+ 2021-2027 e 2,4 milioni dalla programmazione complementare. La contestazione riguarda la scelta politica a monte: “Si tratta di fondi che, nel rispetto delle procedure e dei vincoli europei, avrebbero potuto essere oggetto di una diversa programmazione”. L’esponente azzurro lamenta l’assenza di un confronto: “Attraverso un confronto sulle priorità e scelte politiche differenti, magari aprendo quei tavoli di discussione che non vengono mai aperti, si sarebbe potuto valutare di destinare circa 10 milioni di euro, se non ulteriori risorse, a interventi capaci di incrementare concretamente l’erogazione delle prestazioni sanitarie”.

Per rendere l’idea propone un confronto con le tariffe di alcune prime visite, arrivando a un valore equivalente a oltre 400mila prestazioni. Il calcolo resta teorico: una tariffa non garantisce, da sola, la disponibilità di personale, strutture e agende. Lo stesso Talerico precisa: “Naturalmente, una loro effettiva erogazione con quelle risorse avrebbe richiesto una diversa programmazione e la verifica delle condizioni di ammissibilità”. Il punto politico è la richiesta di discutere le priorità prima di presentare le decisioni come risultati acquisiti. “Alla Calabria servono più visite, più diagnostica, più personale, maggiore organizzazione e tempi certi”, sostiene.

La difesa dei sanitari e le domande su SaniBook

Il tono si fa ancora più duro quando Talerico passa al personale sanitario: “Poi ci sono quei poveri cristi di medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari che ogni giorno, spesso in condizioni difficili, continuano a garantire assistenza ai cittadini. Sono loro a sostenere concretamente un sistema che presenta criticità organizzative, gestionali e strutturali”. Nella critica entra anche SaniBook, il portale per le segnalazioni sulla sanità lanciato da Occhiuto nel 2023, ricorda Talerico. “Quel portale esiste ancora, ma sarebbe interessante conoscere un bilancio pubblico dei risultati ottenuti, delle segnalazioni risolte e degli interventi effettivamente realizzati”, scrive. La sua accusa è che i sanitari siano stati mortificati e costretti “a impegnare tempo ed energie in scritti difensivi, anziché nella cura dei pazienti”.

Forza Italia applaude e contesta: il problema politico di Occhiuto

Talerico contesta al presidente il rapporto tra comunicazione e governo della sanità, cioè la distanza tra ciò che viene annunciato e ciò che un cittadino riesce effettivamente a ottenere. E sceglie un paragone destinato a pesare, proprio perché arriva da un dirigente di Forza Italia: “No, meglio un reel dove si dice che abbiamo lanciato un Social Taxi, ereditando una comunicazione in pieno stile della peggiore sinistra italiana”. L’effetto politico della nota è quello di un’opposizione interna. Mentre altri esponenti sostengono l’iniziativa di Occhiuto, un componente della segreteria regionale dello stesso partito ne mette in discussione priorità, risultati e racconto pubblico. Talerico chiude con la frase che riassume il suo attacco: “Ai malati e agli anziani calabresi non serve un «passaggio» per andare a fare la visita, serve proprio la visita!”. Poi l’ultima stoccata: “E forse, prima di mobilitare quattro rappresentanti istituzionali per celebrare una corsa in automobile, sarebbe stato più utile spiegare ai calabresi quando potranno finalmente effettuare le visite che attendono da mesi, anzi da anni!”.

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