30 Ottobre 2026
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Incendi, la Calabria limita i danni: in Italia +36% di superficie bruciata, in regione -14%

I dati EFFIS-Copernicus fotografano un andamento opposto a quello nazionale. In calo anche gli incendi più estesi e le superfici colpite nelle campagne

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La Calabria registra un andamento positivo sul fronte degli incendi boschivi nel 2026, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Mentre in Italia la superficie percorsa dal fuoco è aumentata del 36% rispetto all’anno precedente, nella regione si è registrata una diminuzione del 14%. È quanto emerge dai dati EFFIS, il sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi nell’ambito del programma Copernicus, relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 15 ottobre e ripresi nel rapporto di Legambiente “La bioeconomia delle foreste 2026”.

I numeri sono stati diffusi in una nota dal Dipartimento Politiche della montagna, foreste, forestazione e difesa del suolo della Regione Calabria, che sottolinea come la riduzione calabrese sia la più significativa tra quelle registrate dalle regioni italiane. Senza il contributo della Calabria, secondo la ricostruzione contenuta nella nota, l’incremento nazionale della superficie bruciata sarebbe stato del 47%.

La Calabria seconda per numero di incendi, ma i roghi sono meno estesi

Il secondo posto occupato dalla Calabria nella classifica di Legambiente va letto, secondo il Dipartimento regionale, considerando il numero degli eventi e non soltanto l’estensione complessiva delle aree interessate. La quota calabrese sul totale nazionale della superficie bruciata è infatti passata dal 17,5% all’11%, il livello più basso dal 2020. Anche le dimensioni medie degli incendi raccontano una situazione differente rispetto ad altre regioni. In Calabria ogni evento ha interessato mediamente 25 ettari, meno della metà della media nazionale, pari a 58,8 ettari. Sicilia e Puglia superano invece gli 85 ettari per incendio. Un altro dato riguarda la dimensione dei roghi: metà degli eventi registrati in Calabria si è fermata entro i 7 ettari, il valore più basso tra le regioni che hanno registrato almeno 20 incendi.

In diminuzione anche i grandi incendi

La nota evidenzia inoltre una progressiva riduzione degli incendi di maggiore estensione. Nel 2026 il 95% degli eventi calabresi è rimasto al di sotto degli 89 ettari. Nel 2025 la soglia era di 105 ettari, mentre nel 2021 raggiungeva i 274 ettari. Nell’arco di un anno sono inoltre diminuiti da 27 a 18 gli incendi che hanno superato i 120 ettari. Soltanto il 17% degli eventi ha interessato superfici superiori ai 30 ettari, contro una percentuale del 34% registrata nel resto d’Italia.

Boschi e macchia mediterranea: superficie bruciata sostanzialmente stabile

Il quadro assume particolare rilevanza considerando che il territorio calabrese è coperto da boschi per il 44,5%. Nel 2026 la superficie interessata dagli incendi composta da bosco e macchia mediterranea è rimasta sostanzialmente stabile, con un incremento del 4%, mentre nel resto del Paese la crescita è stata del 53%. Il risultato, secondo il Dipartimento regionale, è stato raggiunto nonostante condizioni climatiche più difficili rispetto al 2025. La temperatura massima media è stata infatti superiore di 1,8 gradi, mentre le giornate con temperature oltre i 34 gradi sono passate da 10 a 25.

Prevenzione e coordinamento, la strategia della Regione

La Regione attribuisce i risultati alle attività di prevenzione e alla capacità di individuare tempestivamente i focolai, intervenendo quando gli incendi sono ancora di dimensioni contenute. Nella nota viene sottolineato il contributo del sistema di previsione e monitoraggio, anche attraverso l’impiego di droni e della Control Room, insieme al lavoro delle squadre di Calabria Verde, dei volontari, dei Vigili del Fuoco, dei direttori delle operazioni di spegnimento (DOS), dei mezzi aerei regionali e statali e dei Carabinieri Forestali.

Tra le iniziative indicate figurano anche i tavoli di prevenzione organizzati nelle Prefetture, con il coinvolgimento delle Forze dell’ordine, delle istituzioni e dei Comuni, oltre alle circolari congiunte tra il settore Forestazione e le Prefetture. Secondo il Dipartimento, queste attività avrebbero favorito una maggiore consapevolezza e una più ampia attuazione degli interventi preventivi previsti dalla legge, in particolare da parte dei gestori delle infrastrutture stradali e ferroviarie.

Meno incendi anche nelle campagne e nelle aree naturali

La riduzione della superficie bruciata emerge anche dall’analisi delle diverse tipologie di territorio. Nelle campagne calabresi le aree interessate dagli incendi sono diminuite del 26%, mentre nel resto d’Italia si è registrato un aumento del 65%. Un andamento analogo riguarda le altre aree naturali e seminaturali, dove la superficie bruciata in Calabria è scesa del 21%, a fronte di una crescita nazionale del 26%. Numeri che, nella lettura della Regione, confermano l’importanza della prevenzione e del coordinamento tra i diversi soggetti impegnati nella lotta agli incendi, in un’estate caratterizzata da temperature più elevate rispetto a quella precedente.

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