31 Ottobre 2026
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Tornano i carabinieri ausiliari: 600 assunzioni nel 2027. Requisiti, stipendio e come arruolarsi

La Manovra 2027 del governo Meloni punta a riportare in servizio i carabinieri ausiliari, figura scomparsa nel 2005 con la fine della leva obbligatoria. Previsti 600 reclutamenti nel 2027 e mille ogni anno dal 2028

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Dopo oltre vent’anni, i carabinieri ausiliari potrebbero tornare a indossare l’uniforme dell’Arma. La novità è contenuta nella legge di Bilancio 2027, con cui il governo Meloni intende ripristinare una figura storica delle forze dell’ordine, scomparsa nel 2005 in seguito alla sospensione del servizio militare obbligatorio. Il piano prevede il reclutamento di 600 giovani nel 2027 e di mille ausiliari all’anno a partire dal 2028. Non si tratta, però, di un ritorno alla vecchia leva: il nuovo sistema sarà basato sull’arruolamento volontario, con requisiti specifici, un periodo di addestramento e la possibilità di svolgere attività operative nei reparti dei Carabinieri. La misura è prevista dalla Manovra e dovrà seguire il relativo iter di approvazione e attuazione.

Carabinieri ausiliari, cosa cambia con la Manovra 2027

La figura del carabiniere ausiliario ha una lunga storia, iniziata nel 1917 e interrotta nel 2005, quando venne meno il sistema di reclutamento legato alla leva obbligatoria. Con la nuova legge di Bilancio, il governo punta a reintrodurla all’interno della riserva volontaria dell’Arma dei Carabinieri. Gli ausiliari saranno considerati militari di truppa in servizio temporaneo, con un percorso distinto rispetto a quello dei carabinieri reclutati attraverso i concorsi ordinari. La riforma prevede un avvio graduale: 600 ingressi nel primo anno e un incremento fino a mille reclutamenti annuali dal 2028. La Manovra contempla inoltre risorse per introdurre figure ausiliarie anche nella Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia penitenziaria, attraverso successivi provvedimenti.

Chi può diventare carabiniere ausiliario: età massima di 26 anni e licenza media

Uno degli aspetti più importanti riguarda i requisiti per partecipare al reclutamento. Secondo le disposizioni illustrate nella proposta, potranno candidarsi giovani in possesso della cittadinanza italiana, maggiorenni e con un’età non superiore a 26 anni.

Saranno inoltre richiesti:

  • Diploma di scuola secondaria di primo grado, cioè la licenza media.
  • Idoneità psicofisica e attitudinale al servizio militare.
  • Assenza di precedenti penali incompatibili con il reclutamento.
  • Rispetto dei requisiti previsti per l’accesso alle carriere militari, compresi quelli relativi all’uso di sostanze.

Nei bandi saranno previste anche quote riservate a determinate categorie, tra cui i diplomati delle scuole militari, i figli di militari deceduti in servizio e i beneficiari delle misure previste per gli orfani di appartenenti all’Arma. Le regole operative e le modalità di selezione saranno definite successivamente dal Comandante generale dei Carabinieri.

Come funzioneranno i concorsi: quattro aree territoriali per le selezioni

Il reclutamento dei nuovi carabinieri ausiliari non dovrebbe svolgersi attraverso un’unica selezione nazionale. Il sistema previsto consentirà ai candidati di scegliere tra quattro poli territoriali, corrispondenti alle macroaree Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud Italia. Una suddivisione pensata per organizzare le procedure di accesso su base geografica. Restano da conoscere le modalità dettagliate delle prove, i calendari, i posti disponibili per ciascuna area e le procedure per presentare domanda. Queste informazioni saranno contenute nei futuri bandi di reclutamento.

Tre mesi di formazione e un anno di servizio: come funziona la ferma

I candidati selezionati saranno ammessi a un corso di formazione per allievi carabinieri ausiliari della riserva volontaria, della durata massima di tre mesi. Durante questo periodo acquisiranno la preparazione necessaria per svolgere i compiti assegnati dall’Arma. Nei primi quindici giorni sarà possibile rinunciare volontariamente al percorso, ma chi si dimetterà non potrà partecipare a un nuovo reclutamento nello stesso anno. Terminato il corso, gli allievi diventeranno carabinieri ausiliari e proseguiranno il servizio per ulteriori nove mesi, completando così una ferma iniziale complessiva di dodici mesi, comprensiva della formazione. Al termine dell’anno sarà possibile richiedere una rafferma volontaria di altri due anni. Concluso anche questo periodo, gli ausiliari saranno collocati in congedo illimitato.

Cosa faranno i carabinieri ausiliari: attività operative e compiti militari

I nuovi ausiliari non saranno destinati esclusivamente ad attività di supporto amministrativo. La Manovra prevede infatti che possano svolgere, oltre ai compiti di carattere militare, anche attività operative e addestrative nei reparti dell’Arma dei Carabinieri. L’impiego dovrebbe avvenire prevalentemente su base regionale, tenendo conto dell’anzianità di servizio e delle competenze progressivamente acquisite. Ai carabinieri ausiliari saranno inoltre attribuite le qualifiche di agente di pubblica sicurezza e agente di polizia giudiziaria. Durante la formazione avranno un grado equiparato a quello degli allievi delle forze dell’ordine interessate, mentre dopo l’immissione in servizio il grado sarà equiparato a quello di caporale. In caso di richiamo alle armi, la loro posizione giuridica sarà equiparata a quella dei carabinieri effettivi in ferma, secondo le disposizioni previste.

Quanto guadagneranno i carabinieri ausiliari: lo stipendio previsto

La riforma introduce anche un sistema di trattamento economico differenziato in base alla fase del servizio. Durante i primi tre mesi di formazione, gli allievi percepiranno il trattamento giornaliero previsto per gli allievi delle Forze armate. Nei successivi nove mesi, la retribuzione sarà pari al 65% del parametro stipendiale di un carabiniere in ferma volontaria. Per chi otterrà la rafferma biennale, il trattamento economico diventerà invece equivalente a quello dei carabinieri in ferma volontaria. Gli importi effettivi in euro dipenderanno dai parametri retributivi applicabili: nel testo illustrato non viene indicata una cifra mensile netta valida per tutti.

Concorsi nell’Arma, quali vantaggi per chi completa il servizio

Il percorso da carabiniere ausiliario potrebbe rappresentare anche un’opportunità per i giovani interessati a proseguire la carriera nell’Arma. La riforma prevede infatti che chi abbia svolto almeno dodici mesi di servizio possa beneficiare delle agevolazioni non economiche riconosciute a chi ha effettuato il servizio militare di leva. Inoltre, fino al compimento dei 32 anni, gli ex ausiliari potranno accedere alle riserve di posti previste nei concorsi per le carriere iniziali dei Carabinieri. Non si tratterà di un’assunzione automatica a tempo indeterminato, ma di una possibilità aggiuntiva per partecipare alle selezioni ordinarie secondo le regole stabilite.

Quando usciranno i bandi per i carabinieri ausiliari

Il primo contingente di 600 carabinieri ausiliari è previsto per il 2027, mentre dal 2028 il programma dovrebbe arrivare a mille reclutamenti ogni anno. Per conoscere le date delle selezioni, le modalità di presentazione delle domande e la distribuzione territoriale dei posti bisognerà attendere i successivi atti attuativi e i bandi ufficiali.

Il ritorno dei carabinieri ausiliari, dopo la loro scomparsa nel 2005, rappresenta una delle novità più rilevanti della Manovra 2027 sul fronte del personale delle forze dell’ordine. Per migliaia di giovani potrebbe aprirsi una nuova strada di accesso al servizio nell’Arma, con una ferma iniziale volontaria, possibilità di prolungamento e opportunità nei futuri concorsi. La concreta partenza del sistema dipenderà tuttavia dall’approvazione definitiva delle disposizioni e dall’emanazione dei provvedimenti necessari.

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