Una legge che risale a oltre quarant’anni fa e che, secondo il mondo delle imprese, non risponde più alle esigenze di un’economia profondamente cambiata. È da qui che parte la nuova sfida per l’artigianato italiano, dopo l’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla riforma della normativa che disciplina il settore. Una prospettiva accolta con interesse anche da Confartigianato Imprese Calabria, presente all’Assemblea nazionale della Confederazione con una delegazione guidata dal presidente regionale Salvatore Ascioti e dal segretario regionale Silvano Barbalace. L’appuntamento è stato l’occasione per portare all’attenzione del sistema nazionale le esigenze delle imprese calabresi, tra difficoltà burocratiche, necessità di innovare e opportunità di crescita.
Meloni annuncia la riforma dell’artigianato: cosa potrebbe cambiare per le imprese
Il passaggio politico più significativo dell’Assemblea nazionale di Confartigianato è stato l’annuncio della premier Giorgia Meloni sulla revisione della legge quadro dell’artigianato. L’obiettivo dichiarato è aggiornare una disciplina risalente a più di quattro decenni fa, quando le condizioni economiche, tecnologiche e organizzative delle aziende erano profondamente diverse da quelle attuali. La riforma punta a consentire alle imprese artigiane di crescere, investire, innovare e creare nuovi posti di lavoro senza perdere la propria identità e la qualifica artigiana. Un cambiamento potenzialmente rilevante per molte realtà produttive che intendono ampliare le attività e affrontare nuovi mercati, mantenendo le caratteristiche che le distinguono.
Confartigianato Calabria a Roma: Ascioti e Barbalace guidano la delegazione
A rappresentare il sistema artigiano calabrese sono stati il presidente regionale Salvatore Ascioti e il segretario regionale Silvano Barbalace, alla guida di una delegazione che ha partecipato ai lavori dell’Assemblea nazionale. La presenza calabrese ha avuto l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra le associazioni territoriali e la Confederazione, portando nel dibattito le priorità delle micro e piccole imprese della Calabria. Tra i temi centrali figurano la competitività, l’accesso all’innovazione, la semplificazione burocratica e la valorizzazione delle competenze professionali. Questioni che assumono particolare importanza per un territorio nel quale il tessuto produttivo è composto anche da numerose attività di piccole dimensioni, spesso fortemente legate alle comunità locali.
Granelli: “Dopo 40 anni le imprese possono uscire da una legge non più attuale”
A sottolineare il valore della riforma è stato anche il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, che ha espresso soddisfazione per la prospettiva di superare una normativa considerata ormai inadeguata rispetto all’evoluzione del settore. “Dopo oltre 40 anni, l’artigianato italiano esce dalla gabbia di una legge che non era più al passo con le trasformazioni delle imprese”, ha dichiarato Granelli. Il nodo principale riguarda la possibilità per le aziende di svilupparsi senza dover rinunciare alla propria specificità. L’aggiornamento della legge, nelle intenzioni illustrate durante l’Assemblea, dovrebbe accompagnare la trasformazione del comparto, favorendo investimenti e nuove opportunità occupazionali. Saranno però i contenuti concreti della futura riforma a stabilire quali cambiamenti entreranno effettivamente in vigore.
Meno burocrazia e più investimenti: perché la riforma interessa la Calabria
Per la Calabria, la prospettiva di una normativa più moderna assume un significato particolare. Il mondo dell’artigianato rappresenta una componente importante dell’economia regionale, non soltanto per il contributo alla produzione e all’occupazione, ma anche per la capacità di conservare e tramandare competenze professionali. Ridurre gli ostacoli amministrativi, sostenere l’innovazione e favorire la crescita delle aziende significa creare condizioni potenzialmente più favorevoli per chi vuole investire, ampliare la propria attività o avviare un’impresa. Un’attenzione specifica riguarda anche le nuove generazioni, chiamate a raccogliere il patrimonio di conoscenze dei mestieri tradizionali e ad adattarlo alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dai mercati.
La sfida di Confartigianato: unire le imprese calabresi per contare di più a livello nazionale
La partecipazione all’Assemblea ha rappresentato per Confartigianato Imprese Calabria anche un’occasione per consolidare i rapporti con la struttura nazionale e rafforzare il coordinamento tra le diverse realtà territoriali. La delegazione guidata da Ascioti e Barbalace ha puntato sul valore della coesione associativa e della rappresentanza unitaria, considerate strumenti essenziali per far emergere le esigenze del sistema produttivo regionale. L’obiettivo è assicurare che le priorità delle aziende calabresi trovino spazio nel confronto sulle politiche economiche e sulle future scelte legislative.
La riforma annunciata dal governo rappresenta, in questo quadro, una possibile opportunità di cambiamento. Ma per le imprese sarà decisivo capire come verranno tradotti in norme concrete gli obiettivi di semplificazione, crescita e innovazione. Per Confartigianato Calabria, la sfida è accompagnare questa fase facendo rete tra territori, associazioni e aziende, affinché anche le realtà produttive più piccole possano beneficiare delle nuove opportunità.
L’Assemblea nazionale si chiude così con un messaggio rivolto al futuro dell’artigianato calabrese: rafforzare la rappresentanza, valorizzare le competenze e costruire le condizioni perché le imprese possano crescere senza perdere il legame con la propria identità e con il territorio.













